Commissione antimafia, stretta sulla società segrete
Commissione antimafia, stretta sulla società segrete
Cronaca

Commissione antimafia, stretta sulla società segrete

Commissione antimafia
La Commissione Antimafia del Parlamento chiede un rafforzamento della Legge Spadolini-Anselmi contro le società segrete presenti in Italia.

La Commissione Antimafia del Parlamento chiede un rafforzamento della Legge Spadolini-Anselmi contro le società segrete presenti in Italia.

Al vaglio della commissione antimafia del Parlamento, c’è la richiesta del rafforzamento della legge Spadolini-Anselmi. La legge è anche conosciuta come la norma per l’applicazione dell’articolo 18 della Costituzione. La legge prevede il divieto di formare, da parte dei cittadini associazioni segrete di stampo sovversivo e politico. Società segrete che perseguono, direttamente o indirettamente, scopi politici ed economici ed aventi una struttura militare. Secondo la commissione antimafia i tempi sarebbero maturi per modificare questa legge costituzionale. La modifica prevederebbe l’allargamento della sfera d’azione della legge a tutte le società segrete presenti sul territorio italiano. Tra queste viene compresa anche la Massoneria. La richiesta giunge alla commissione parlamentare antimafia dopo lunghe indagini. Indagini che hanno svelato come dietro il paravento delle società segrete di nascondano nelle istituzioni pubbliche vere e proprie cosche criminali. A condurre l’inchiesta, l’onorevole Rosy Bindi.

Una misura, quello dell’allargamento del divieto che viene fatto in nome della pubblica sicurezza secondo le parole della Bindi.

Un provvedimento necessario volto a colpire mafiosi e criminali insinuatisi nei gangli dello stato. Presto le procure d’Italia riceveranno le carte venute fuori da questa lunga inchiesta.

Commissione antimafia

I recenti scandali legati a grossi nomi della politica e della finanza italiano hanno portato alla decisione di vietare completamente le società segrete sul suolo nazionale. Per Giovedì è prevista la relazione finale sull’inchiesta condotta dall’onorevole Bindi sui legami tra società segrete, mafia e politica. Alcune recenti storie della cronaca italiana hanno sollevato l’interesse della commissione sulla Massoneria e sulle società segrete. Nell’ultimo anno sono stati sentiti 4 gran Maestri della Massoneria italiana (Binni, Venzi, Bisi e Tortora).

Alcuni di loro hanno aderito alla richiesta di consegnare le liste dei propri affiliati (una richiesta simile venne fatta negli anno ’90). Gli altri (Bisi e Binni) hanno categoricamente rifiutato il dictat della commissione antimafia. Di fronte a un tale diniego la Bindi ha chiesto l’intervento dello scico (Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata) della Guardia di Finanza.

L’intervento è volto all’acquisizione delle liste mancanti (quelle delle due logge massoniche più consistenti).

In principio

L’inchiesta è nata a Gennaio scorso dopo dopo l’arresto dei fratello Occhionero e del caso di spionaggio da loro scatenato. A fare eco alla vicenda anche il caso di alcuni affiliati di certe obbedienze e logge siciliane, accusate di aver favorito la fuga di Matteo Messina Denaro. Una vicenda intricata su cui la commissione vorrebbe far luce per meglio decidere sul futuro delle società segrete. Al momento la richiesta della Bindi è quella di un irrobustimento della legge che vieti ogni tipo di società segrete.

Le Società segrete della Massoneria italiana convocate fino ad oggi in commissione antimafia sono 4. Il Grande Oriente d’Italia (Gran Maestro Stefano Bisi), la Gran Loggia Regolare d’Italia (Gran Maestro Fabio Venzi), la Serenissima Gran Loggia d’Italia (Gran Maestro Massimo Criscuoli Tortora) e Gran Loggia d’Italia degli Alam (Gran Maestro Antonio Binni).

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