Il governo italiano ha ripristinato i controlli alle frontiere marittime e aeree per i cittadini extra-Ue provenienti dalla Spagna a partire dal 1 agosto 2026 a seguito della crisi migratoria registrata a Ceuta.
Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2026. La misura è stata disposta dal Ministero dell’Interno e prevista per la durata di un mese, con l’obiettivo dichiarato di verificare la regolarità degli ingressi in Italia.
Perché è stata adottata la misura
La decisione è stata motivata dal governo guidato da Giorgia Meloni come una misura straordinaria per la tutela della sicurezza nazionale. Meloni ha dichiarato: “Difendiamo la sicurezza dei cittadini, contrastiamo l’immigrazione irregolare e colpiamo le reti criminali che trafficano esseri umani”.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito la misura cautelativa e temporanea e ha affermato: “Non c’è nulla di grave.
È una misura molto importante, ma cautelativa, che abbiamo assunto per un mese”. Il provvedimento riguarda esclusivamente i cittadini di paesi extra-Ue che arrivano dalla Spagna e non modifica i passaggi per cittadini italiani, spagnoli ed europei.
Reazioni internazionali e diplomatiche
La decisione ha suscitato critiche da parte del governo spagnolo. Il premier Pedro Sanchez ha qualificato la mossa come inaccettabile e ha scritto: “La solidarietà e l’empatia sono opzionali.
Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no”.
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha risposto sottolineando l’importanza dell’integrità dello spazio Schengen e ha detto: “Basta con la confusione interessata”. A Bruxelles i portavoce hanno richiamato l’attenzione sul codice delle frontiere di Schengen e hanno chiesto chiarimenti all’Italia su come la crisi di Ceuta costituisca una minaccia per la sicurezza nazionale italiana.
La situazione a Ceuta e i numeri
Le autorità spagnole hanno segnalato che circa 50mila migranti provenienti dal Marocco sono entrati inizialmente a Ceuta e che quasi tutti i 60mila coinvolti nella crisi hanno poi lasciato l’exclave, secondo i dati del Ministero dell’Interno spagnolo comunicati dalle autorità competenti.
Il governo spagnolo ha indicato di aver rimpatriato oltre 48.300 persone, con un ritmo indicato di “150 rimpatri al minuto” nelle fasi più intense delle operazioni. Le regole previste dal codice delle frontiere di Schengen per Ceuta e Melilla sono state richiamate come strumento per prevenire ulteriori movimenti verso la Spagna e altri paesi UE.
Misure pratiche e coordinamento europeo
L’Italia ha offerto la disponibilità a collaborare con l’Unione Europea per sostenere la gestione della situazione in Spagna. Nel frattempo, Francia e Portogallo hanno intensificato i controlli ai loro confini con la Spagna senza sospendere l’accordo di Schengen.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato il dispiegamento di forze mobili, aerei e droni per rafforzare i controlli al confine con la Spagna. A Bruxelles la presidenza di turno e gli altri organismi comunitari monitorano gli sviluppi mentre l’Italia resta in attesa di chiarimenti e possibili interlocuzioni diplomatiche.
La sospensione temporanea dell’accordo di Schengen per i cittadini extra-Ue in arrivo dalla Spagna è stata presentata come una misura limitata nel tempo e mirata a non influenzare i flussi turistici estivi né i passaggi di cittadini dell’Unione.
