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Cosa succede dopo la Brexit

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La Gran Bretagna vota per uscire dall’Unione europea. In 24 ore la sterlina ha perso il 13% verso lo yen. È tempesta per molti e da molti punti di vista, ma aleggia ancora insicurezza tra le persone, per quello che succederà nel futuro prossimo e cosa ci si deve aspettare.

L’evento è stato definito dall’Economist uno dei probabili disastri economici per i mercati.

Molti analisti, case d’affari e banche hanno dato la loro opinione e stanno valutando du diversi settori l’impatto che questo evento darà nell’immediato e nel futuro, soprattutto considerando le generazioni di giovani che oggi vivono nel regno Unito e vogliono continuare a farlo, senza essere costretti a tornare a casa, dicendo addio a sforzi per rimanere in loco.

Nel report di Bertelsmann sono stati studiati gli effetti sui diversi settori dell’economia inglese.

I Paesi dell’UE potrebbero voler regolamentare in modo più stringente gli scambi col Regno Unito e ciò influenzerebbe i vari settori dell’economia inglese con effetti anche molto pesanti.

Se gli istituti finanziari a Londra decidono di spostare la sede a Francoforte o altrove per esempio, il settore finanziario avrebbe una perdita del 5%.

Le perdite più alte potrebbe subirle il settore chimico, arrivando anche all’ 11%.

Gli effetti per l’economia dei paesi ancora facenti parte dell’Unione Europea sarebbero meno disastrosi: i settori più afflitti sarebbero quello dell’automotive, dell’elettronica, alimentare e siderurgico.

Ora altri paesi potrebbero nutrire la stessa esigenza, ossia quella di voler uscire dall’Unione Europea, per esempio la Spagna, la Grecia, il Portogallo e l’Italia che sono stanche di politiche che durano da una vita.

La Brexit potrebbe costituire la fine della zona Euro e dell’Unione Europea preoccupando molto.

Oggi il rischio Brexit è politico, per quello legato all’economia si deve attendere un paio d’anni prima di tirare delle stime e vedere le conseguenze.

Stiamo a vedere e vediamo cosa succede.

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