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Cos’è la legionella: sintomi e cure del batterio killer

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Cos'è la legionella e quali sono le cause del contagio. Prevenire e curare la malattia del legionario che ha causato già 3 vittime nel milanese

batterio legionella
batterio legionella

Tre finora i casi accertati di morte per legionella. 21 i casi di contagio accertati, 11 i ricoverati al Niguardia di Milano, 4 già dimessi. Si cerca di fare chiarezza sulle cause con una corretta informazione, prevenzione e precauzioni. E la procura di Milano ha aperto un’inchiesta.

Le vittime del contagio

In due giorni due morti per legionella: due anziani, entrambi 94 anni, deceduti per le complicanze sopraggiunte dopo aver contratto il batterio. Il 25 luglio 2018, una donna di 84 anni è deceduta nell’ospedale di Cinisello Balsamo dove era ricoverata, facendo salire a 3 il bilancio delle vittime del batterio.

I medici del Niguarda di Milano, dove si trovano ancora ricoverati 7 pazienti, in cura proprio per essere venuti in contatto con il batterio, invitano alla calma: molti di loro, hanno infatti fatto sapere dalla struttura, avevano patologie croniche concomitanti pregresse come il diabete, problemi renali o bronchiti.

Tutti di età media di 70 anni sono comunque in condizioni perlopiù stabili e in fase di lento miglioramento.
Ma è proprio l‘epicentro del contagio, Bresso, nel milanese, far scattare il campanello d’allarme.Tutti i casi di contagio accertati sono infatti accomunati dalla provenienza geografica.

Bresso, i precedenti nel 2014

Pare che nel piccolo centro in provincia di Milano non sia la prima volta che si parla di un’emergenza legionella. Il batterio era stato identificato come il responsabile alcuni casi di complicanze sorte dal contagio, registrati in un arco temporale di 5 mesi tra il 2014 e il 2015 proprio a Bresso.

“Ci furono nove casi in cinque mesi, la situazione è preoccupante: abbiamo già tre decessi, persone tutte molto anziane” ha commentato il sindaco Simone Cairo.

Un’inchiesta sui casi di Bresso venne aperta e poi archiviata. Ma la legionella, è stato chiarito, è un batterio non debellabile: “sul fatto che si ripresenti ciclicamente a Bresso faremo delle verifiche” ha voluto precisare il procuratore aggiunto Tiziana Siciliana. Al momento l’inchiesta aperta dalla Procura di Milano è a carico di ignoti e senza ipotesi di reato ma si promette di fare chiarezza su quelle che sono le cause del contagio.

Il primo passo è stata l’attivazione di campionamenti ambientali nelle case di tutte le persone venute a contatto con il batterio killer. Lo ha reso noto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, precisando che i prelievi dei campioni riguardano anche “altre aree sensibili”. I tempi per ottenere l’analisi microbiologica colturale definitiva sono di 7-10 giorni.

Legionella: cos’è e come si manifesta

“Non è un’emergenza” la precisazione della Procura di Milano, eppure il crescente numero di casi nel breve periodo ha scatenato il caso mediatico “legionella”.

Di cosa si tratta? Quali sono i sintomi? Come riconoscere e quindi curare questa patologia nota volgarmente come malattia del legionario?

Il batterio

La legionella, si legge sul sito del ministero della Sanità, è un batterio che vive a temperature che vanno dai 20 ai 45 gradi, “è presente sia negli ambienti naturali come acque sorgive, comprese quelle termali, fiumi, laghi, fanghi, ecc, che in quelli artificiali. Da questi ambienti la legionella raggiunge quelli artificiali come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, quali serbatoi, tubature, fontane e piscine, che possono agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo, creando una potenziale situazione di rischio per la salute umana”.

Scoperto nel 1976 deve il suo nome ad un gruppo di ex combattenti dell’American Legion, vittime del primo caso accertato di epidemia provocato dal batterio, con cui erano entrati in contatto durante una conferenza in un hotel di Philadelphia.

In quel caso la fonte di contaminazione batterica fu identificata nel sistema di aria condizionata dell’albergo.

La propagazione del batterio

Secondo quanto riporta il sito del ministero “Essendo un microrganismo ubiquitario, la legionella si può manifestare con epidemie dovute ad un’unica fonte, con limitata esposizione nel tempo e nello spazio all’agente eziologico. Oppure con una serie di casi indipendenti in un’area ad alta endemia o con casi sporadici senza un evidente raggruppamento temporale o geografico”. Spesso focolai epidemici si concentrano in luoghi come ospedali alberghi, navi da crociera e grosse esposizioni commerciali e si manifestano prevalentemente nei mesi estivo-autunnali, è questo il caso della polmonite da legionella di origine comunitaria. Ma vi sono anche casi di origine nosocomiale, spesso correlate ad basso livello d’igiene, che non presentano una particolare stagionalità.

I sintomi e la cura

Spesso la legionellosi ha gli stessi sintomi della polmonite: tosse secca, grassa, febbre e brividi. In alcuni casi può però presentarsi con altri campanelli d’allarme quali diarrea, dolori muscolari, perdita di appetito e spossatezza. In presenza di tali sintomi, per accertarsi che non si tratti di legionella occorre procedere con test diagnostici specifici: l’isolamento del batterio dallo sputo, l’analisi degli antigeni nelle urine e il livello di anticorpi nel sangue. La malattia ha un periodo d’incubazione tra i due e i 10 giorni e può essere curata con antibiotici, efficaci nella maggior parte dei casi. Anche dopo il trattamento potrebbero tuttavia manifestarsi disturbi come malessere generale, difficoltà di concentrazione, dolori muscolari e spossatezza.

Il portale legionellaonline.it avverte che il batterio si trasmette per “inalazione di aerosol contaminati”, sono quindi a rischio tutti i luoghi dove si potrebbe venire a contatto con acqua nebulizzata (ambienti climatizzati per esempio). La legionella può colpire tutti sebbene ci siano categorie più esposte: fumatori, anziani, chi soffre di patologie polmonari, i malati di HIV e di cancro e chi ha patologie renali.


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