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Covid, cosa sappiamo sulla variante Chiron: la "figlia" di Centaurus più elusiva agli anticorpi

Covid

La variante Centaurus, derivata da Omicron 2, ha dato vita ad una sottovariante chiamata Chiron, che preoccupa gli esperti.

Gli esperti sono preoccupati per lo sviluppo della variante Chiron del Covid, nata da Centaurus, che a sua volta è derivata da Omicron 2.

Sembra essere la più elusiva tra quelle conosciute. 

Covid, cosa sappiamo sulla variante Chiron: la “figlia” di Centaurus più elusiva agli anticorpi

Una nuova variante del Covid ha dimostrato un’importante capacità di sfuggire agli anticorpi neutralizzanti nei test di laboratorio. La sua elusività è risultata ben superiore rispetto alle altre varianti. Si tratta della variante Chiron, ceppo BA.2.75.2, che deriva da Centaurus, a sua volta sottovariante di Omicron 2.

Il fatto che sia più elusiva non significa che sia più pericolosa, ma gli scienziati continuano a monitorare ogni sottovariante. Un team di ricerca internazionale, guidato da scienziati svedesi del Karolinska Institutet di Stoccolma, in collaborazione con i colleghi dell’Ospedale Universitario Karolinska, del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Imperial College di Londra e del Dipartimento di Scienza e Ingegneria dei Biosistemi dell’ETH di Zurigo, stanno studiando la sottovariante.

Gli scienziati, coordinati da Ben Murrell, docente del Dipartimento di Microbiologia, Tumori e Biologia Cellulare, hanno valutato l’elusività di questa variante. 

Lo studio sulla variante Chiron

Per quanto riguarda il test di neutralizzazione con il siero dei donatori, gli scienziati hanno condotto esperimenti su tre coorti/finestre temporali diverse: campioni di sangue donati tra l’8 e il 14 novembre 2021, tra l’11 e il 17 aprile 2022, e tra il 29 agosto e il 4 settembre 2022.

Dai test è emerso che la neutralizzazione di Chiron da parte degli anticorpi sierici dei tre periodi “è stata significativamente inferiore rispetto a tutte le altre varianti testate“. BA.2.75.2 è più elusiva dei ceppi che l’hanno preceduta e questa elusività è dovuta alle mutazioni specifiche R346T, F486S e D1199N sulla proteina S o Spike.  

14 (56%) dei 25 campioni della coorte di novembre 2021 avevano titoli ID50 contro BA.2.75.2 che erano al di sotto del limite di rilevabilità (<20).

Nei campioni delle coorti di aprile 2022 e settembre 2022, BA.2.75.2 è stata neutralizzata con un GMT circa 6,5 volte inferiore a quello della sottovariante BA.5 attualmente dominante, che rappresenta la variante più resistente caratterizzata al momento della scrittura (19 settembre 2022). Presi insieme, questi dati identificano una profonda elusività dagli anticorpi da parte del sottolignaggio emergente di Omicron BA.2.75.2, suggerendo che elude efficacemente l’attuale immunità umorale nella popolazione” hanno scritto gli scienziati. Per quanto riguarda i monoclonali, Chiron e BA.4.6 sfuggono al Cilgavimab e alla combinazione tra Cilgavimab e Tixagevimab, mentre il Sostrovimab presenta una capacità neutralizzante bassa contro Omicron 5, Chiron e Ba.2.10.4. Il monoclonale più efficace è Bebtelovimab.

Chiron si sta diffondendo in diversi Paesi

La variante Chiron sta guidando un’ondata in Austria, come ha spiegato il professor Eric Topol su Twitter, e si sta diffondendo in diversi Paesi. A settembre lo scienziato americano aveva già evidenziato come il nuovo ceppo fosse “la variante più evasiva conosciuta fino ad oggi“. L’epidemiologo Larry Brilliant ha affermato di essere preoccupato per questa nuova variante in vista della stagione fredda. Al momento Chiron è classificata tra le sottovarianti di Omicron “sotto monitoraggio” da parte dell’Oms.