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Covid in autunno, Bassetti: “Sarà un’estate tranquilla, il problema sarà fra 3-4 mesi”

Matteo Bassetti spiega che con l'inizio dell'estate il "virus sta circolando molto poco", ma avverte che "il problema sarà tra pochissimo".

Covid in autunno Bassetti

Proprio mentre gli italiani tornano ad assaporare un clima di normalità e spensieratezza, organizzando finalmente le vacanze estive, il celebre infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova avverte sul possibile futuro andamento dell’emergenza coronavirus. Mentre tutte le speranze vengono riposte sulla campagna vaccinale che in Italia procede a ritmo spedito, il Covid potrebbe lasciare il posto a un’estate tranquilla, ma in autunno la situazione potrebbe peggiorare di nuovo: lo spiega Matteo Bassetti.

Covid in autunno, gli avvertimenti di Bassetti

Matteo Bassetti comincia a pensare al futuro andamento della pandemia nel nostro Paese, con la speranza di mettere i cittadini in sicurezza e tenere monitorati i possibili incrementi della curva epidemiologica. L’infettivologo ligure pensa già alla terza dose di vaccino e non nasconde le preoccupazioni per i possibili rischi che potrebbero palesarsi con l’arrivo dell’autunno. Nonostante la bella stagione, il caldo e il numero di contagi in diminuzione, il pericolo non è ancora scampato.

Durante l’estate, anche per merito della campagna vaccinale e dell’alto numero di cittadini già protetti, per Matteo Bassetti “non avremo grossi numeri”. Al quotidiano Il Giornale ha descritto “un’estate tranquilla con il virus che sta circolando molto poco“. Tuttavia, avverte: “Il problema sarà tra pochissimo, fra 3-4 mesi”.

Il professore, inoltre, ha comparato questo anno a quello passato, dichiarando: “Mentre prima il virus continuava a covare, quest’anno il fuoco sotto la cenere c’è, ma la differenza è che quel fuoco a settembre-ottobre si infiammerà in maniera più incisiva rispetto a quante persone troverà da contagiare”.

Se l’80% delle persone venisse vaccinato, il Covid troverà un ostacolo alla sua circolazione e anche la variante Delta faticherebbe a diffondersi con rapidità.

Covid in autunno, le dichiarazioni del professor Matteo Bassetti

“Quest’estate dobbiamo essere formichine e non cicale se a ottobre non vogliamo essere di nuovo aggrediti dal virus”, dice chiaramente Matteo Bassetti. Il professore ha ribadito l’importanza della vaccinazione anche tra i più giovani.

“Io ho due figli di 12 e di 16 anni e sia io sia mia moglie non abbiamo nessun dubbio sul farli vaccinare”, ha commentato.

Poi ha sottolineato: “Io credo che se vogliamo accerchiare questo virus dobbiamo lavorare in due modi. Da una parte mettere in sicurezza i più fragili, i più anziani come stiamo facendo e abbiamo già fatto. Dall’altra per arrivare a sconfiggerlo dobbiamo creare l’immunità di gregge e ci vuole “l’immunità di scuola”, quindi noi vogliamo che i nostri figli a settembre tornino a scuola in presenza, perché questa è la vera scuola e non è la Dad”.

Quindi ha aggiunto: “Su queste malattie c’è anche una legge che impone il vaccino, io non penso che si debba arrivare all’obbligo, almeno non la penso così oggi, ma da medico e da padre sono qui a suggerire la vaccinazione anche per i ragazzini.

Non sottovalutiamo la possibilità che questo virus torni ad aggredirci a ottobre, speriamo in misura minore. Il virus a ottobre non ci attaccherà se saremo stati bravi in questi tre mesi a fare la formichina, a mettere tanto fieno in cascina, evitiamo di fare la cicala quest’estate dicendo adesso il problema è passato”, ha ribadito Bassetti.

Covid in autunno, l’appello di Bassetti ai no-vax

Matteo Bassetti conferma l’efficacia e l’utilità del vaccino per prevenire i contagi da Covid-19 e contenere l’emergenza sanitaria. Infatti, “se dovesse trovare grosse comunità non vaccinate, lì potrebbero essere dolori”.

Da mesi Bassetti è continuamente minacciato dai no-vax. “È evidente che se i no-vax attaccano Bassetti e Burioni è perché dall’altra parte c’è qualcuno che evidentemente non ha voluto metterci la faccia. Le istituzioni ministeriali, che siano l’Istituto Superiore di Sanità o il ministro della Salute, non vengono visti come interlocutori credibili. Se attaccano me, è verosimile che pensino che sia io a decidere ma nella realtà io non decido un bel niente, chi decide sono il ministero ed i suoi consulenti”, ha commentato.

Quindi ha fatto sapere: “Nessuno, nessuno, silenzio assordante. Non ho ricevuto nessuna telefonata, non ho un messaggio da parte del ministro e di nessuno. Sento regolarmente Pierpaolo Sileri con il quale c’è anche un rapporto d’amicizia, ma da parte del ministero e di altre figure non ho ricevuto nessun messaggio di solidarietà”.

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