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Crisanti: “Il Green pass si può abolire con l’85% di vaccinati, ora siamo all’81%”

Andrea Crisanti ha dichiarato che il Green Pass potrebbe essere abolito raggiungendo l'85% dei vaccinati. Per ora siamo all'81%.

Andrea Crisanti

Andrea Crisanti ha dichiarato che il Green Pass potrebbe essere abolito raggiungendo l’85% dei vaccinati. Per ora siamo all’81%. Si stima quindi che manchino circa 30 giorni al lieto evento.

Crisanti: “Il Green pass si può abolire con l’85% di vaccinati, ora siamo all’81%”

Il professore Andrea Crisanti, a Piazzapulita, ha spiegato che il Green pass potrebbe essere tolto arrivando all’85% dei vaccinati. “Il Green pass è nato come strumento per favorire le vaccinazioni. Non è uno strumento di sanità pubblica, ci rende un po’ più sicuri. Siamo all’82% di vaccinati, non si arriverà mai al 100%. Bisognerebbe fissare un obiettivo, l’85-88% di vaccinati e poi vediamo se togliere il Green pass o mantenerlo con determinate condizioni.

Ma l’obiettivo va dichiarato: bisogna avere anche rispetto della paura delle persone, non credo che il 18% siano tutti di Forza Nuova. Tra l’83 e l’85% dovremmo arrivare ad una situazione di protezione abbastanza stabile” ha dichiarato il professore.

Crisanti: “I tamponi per tutti non sono la soluzione”

Noi abbiamo fatto il grosso delle vaccinazioni tra aprile e luglio, in ritardo rispetto agli inglesi che hanno vaccinato tra gennaio e febbraio.

Credo che i tamponi per tutti non siano la soluzione corretta. Se le aziende vogliono pagare i tamponi, lo facessero. Non ci vedo nulla di male. A me non va di pagare il tampone per chi non si vaccina, ma se un’azienda è disposta a pagare, fatti suoi” ha aggiunto Crisanti, sottolineando che se le aziende vogliono pagare i tamponi non è un problema.

Crisanti: “La variante Delta è molto pericolosa”

Crisanti ha spiegato che la variante Delta è molto pericolosa e ha un indice di trasmissione simile alla varicella.

La cosa peggiore che potrebbe capitare ora è che questa variante sviluppi a sua volta altre sottovarianti di cui una magari è resistente al vaccino. Meno contagi ci sono e più questa probabilità diventa remota. Più ci vacciniamo più diamo un contributo a minimizzare questo problema” ha spiegato. “Il problema sono i Paesi in cui l’adesione al vaccino è bassissima. È anche interesse nostro o sviluppare vaccini che siano adatti ai Paesi poveri o trasferire ai Paesi poveri fondi perché li producano” ha aggiunto.

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