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Crollo Ponte Morandi: altri 40 possibili responsabili
Cronaca

Crollo Ponte Morandi: altri 40 possibili responsabili

ponte morandi

In Procura è arrivata una lista di 40 nomi che si sarebbero occupati del ponte tra il 1992 e il 2012. Tra questi potrebbero esserci nuovi indagati.

E’ stata depositata in procura la lista completa delle persone che furono impegnate a vario titolo sul ponte, dal 1992 al 2012. Sulla lista compaiono circa 40 nomi. Il periodo storico prescelto ha un motivo ben preciso. Nel 1992 vennero eseguiti lavori di manutenzione sulla pila 11. L’obiettivo degli inquirenti è capire se già all’epoca i tecnici fossero a conoscenza del degrado delle pile 9 e 10.

Ponte Morandi: 40 nuovi nomi nel mirino

La procura ha ricevuto una lista, di 40 nomi, che contiene l’identità di tutti coloro i quali si sono occupati a vario titolo del Ponte Morandi, tra il 1992 e il 2012. Tra questi, dirigenti e tecnici di Autostrade, Spea e Anas. L’elenco è stato stilato dal primo gruppo della Guardia di Finanza e consegnato ai pm Massimo Terribile e Walter Cotugno. I pubblici ministeri potrebbero individuare all’interno dell’elenco altri indagati, da aggiungere ai 21 già iscritti nel registro.

Crollo Morandi: continuano gli interrogatori

Nel frattempo continuano gli interrogatori alle persone informate sui fatti.

L’ultima in ordine di tempo è stata Livia Pardi. La dirigente di autostrade, nel 1994 pubblicò un articolo sul trimestrale di Autostrade. Nello scritto si evidenziava “un degrado diffuso sugli stalli delle pile 9,10 e 11 e una serie di ulteriori degradi concentrati”. La pubblicazione terminava poi con una previsione: “Assumendo una legge empirica che governa la velocità di degrado, la condizione limite viene stimata attorno al 2030“. Oltre a Pardi, è stata interrogata anche Maria Lucia Conti, dirigente del ministero delle Infrastrutture.

Dagli interrogati sono emersi due elementi importanti per le indagini. Il primo è che i lavori di manutenzione siano stati fatti al risparmio, o siano stati rinviati per risparmiare. Il secondo elemento è che dirigenti del ministero delle Infrastrutture abbiano cercato di distinguere tra manutenzione e
sicurezza, senza però avere chiari i compiti dei singoli uffici.

Anni ’90: snodo cruciale per il Ponte Morandi

Se la Guardia di Finanza ha preso in considerazione in periodo tra il 1992 e il 2012, c’è un motivo ben preciso. Proprio nel 1992 infatti, vennero eseguiti dei lavori di manutenzione alla pila 11, rinforzando gli stalli di quella porzione di viadotto. A quell’epoca, i poteri di vigilanza spettavano ad Anas, ma nel 2013 è subentrata la Direzione Generale del ministero delle Infrastrutture. L’obiettivo degli investigatori è capire se quando venne stabilito il rinforzo della pila 11, fosse già evidente il degrado della pila 9 (quella crollata, ndr) e della pila 10, ed eventualmente, come mai non si intervenne anche su quelle.

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