Sicilia, le lacrime di Giuseppe: fiume uccide moglie e figli
Sicilia, le lacrime di Giuseppe: fiume uccide moglie e figli
Cronaca

Sicilia, le lacrime di Giuseppe: fiume uccide moglie e figli

Giuseppe Giordano, tragedia a Casteldaccia
Maltempo in Sicilia: nove morti

Tragedia a Casteldaccia, in provincia di Palermo. Giuseppe Giordano: "la piena ha ucciso mia moglie, i miei figli, i miei genitori e i miei fratelli".

L’ondata di maltempo che ha messo in ginocchio numerose regioni italiane, in particolar modo Veneto e Liguria, si è abbattuta anche sulla Sicilia. La provincia di Palermo è stata interessata da copiosi rovesci che, in molti comuni, hanno provocato l’esondazione di fiumi e torrenti sabato 3 novembre. A Casteldaccia, in provincia di Palermo appunto, la piena del fiume Milicia ha causato la morte di nove persone. Purtroppo otto di queste erano parte di una stessa famiglia, che stava festeggiando il ponte dei morti in una casa affittata per l’occasione. Giuseppe Giordano, sopravvissuto al disastro, ha raccontato: “è scoppiata la finestra. Poi è caduta la parete attrezzata e non ho visto più niente […] mi sono aggrappato a un albero e sono rimasto due ore e mezza a chiamare aiuto“. Ha gli occhi gonfi di pianto Giuseppe Giordano: la piena del fiume ha travolto e ucciso i suoi genitori, i suoi fratelli, sua moglie e due dei suoi tre figli.

La disperazione di Giuseppe Giordano

Erano le nove e mezza dieci” spiega Giuseppe Giordano, quando “mio cognato si è alzato e ha detto ‘vado a comprare un po’ di dolci’ e si è preso sua figlia e mia figlia Asia. Poi mi ha chiamato e dice ‘c’è brutto tempo a Bagherìa”. La figlia, il cognato e la nipote di Giuseppe Giordano sono infatti usciti poco prima che il fiume travolgesse la casa in cui si trovava tutta la famiglia: è stata la loro salvezza.

Poco dopo infatti “eravamo là a mangiare e ballare” quando è entrata “una macchia di fango“, “presi dal panico siamo scappati verso l’altra stanza. C’era mio figlio Federico, il grande, con la bambina di due anni in braccio che ha detto ‘papà la tengo io a Rachele’. Poi tutto insieme ho visto le vetrate scure, ho preso la chiave della macchina per tentare di uscire ed è scoppiata la finestra. Poi è caduta la parete attrezzata e non ho visto più niente“. Erano circa le 22.30.

La piena del fiume Milicia, infatti, non solo ha distrutto la casa in affitto dove si trovavano per festeggiare, ma ha anche ucciso nove persone. Hanno infatti perso la vita due figli di Giuseppe, Federico e Rachele di quindici e due anni, la moglie Stefania Catanzaro, di trentadue anni, i genitori Antonio Giordano e Matilde Comito, i fratelli, Marco e Monia Giordano e il nipotino Francesco Rugò, di tre anni. “Ma dico io se loro sapevano che questa diga aveva problemi lo dicevano ‘non ci state in questa casa”.

Il sindaco di Casteldaccia: “la casa era abusiva”

Sembra però che fosse conclamato la casa presa in affitto dalla famiglia Giordano non fosse in un luogo sicuro. Il sindaco di Casteldaccia Giovanni Di Giacino ha infatti spiegato: “La casa travolta dal fiume era abusiva e pendeva dal 2008 un ordine di demolizione del Comune che è stato impugnato dai proprietari dell’immobile davanti al Tar. Da quanto ci risulta ancora il tribunale amministrativo non ha provveduto, per cui la demolizione non è stata possibile“.

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