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Processo Cucchi, il superteste stringe la mano a Ilaria: “Mi dispiace”

Stretta di mano tra le sorella di Stefano Cucchi ed il carabiniere che ha assistito al pestaggio del 30enne geometra romano, morto nel 2009.

Stefano Cucchi

Al termine dell’udienza del 16 aprile 2019 Francesco Tedesco, il superteste del processo per la morte di Stefano Cucchi, si è diretto verso Ilaria Cucchi e, stringendole la mano, le ha detto: “Mi dispiace”.

La stretta di mano

“Mi dispiace”.

Sono forse queste le parole più importanti pronunciate dal superteste del processo bis sulla morte di Stefano Cucchi. Al termine della sua deposizione davanti alla Corte d’Assise, Francesco Tedesco, il carabiniere imputato di omicidio preterintenzionale assieme ad altri due colleghi, si è infatti avvicinato ad Ilaria Cucchi e le ha stretto la mano, dicendole appunto “mi dispiace”.

Dopo nove anni di silenzi e depistaggi, Tedesco ha infatti confessato il pestaggio ai danni del 30enne geometra romano, puntando il dito contro Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro.

Nel corso dell’udienza di martedì 16 aprile 2019 il carabiniere ha spiegato, come riporta l’Ansa: “Dopo il primo schiaffo, Stefano non ha avuto il tempo di lamentarsi, non ha gridato. È caduto in terra stordito e non ha urlato neppure dopo il calcio che gli è stato sferrato a terra. Poi, quando l’ho aiutato a rialzarsi, gli ho chiesto come stava e lui mi ha detto di stare tranquillo perché era un pugile.

Ma si vedeva che non stava bene“.

“A te levano la divisa”

Ilaria Cucchi, che si è subito alzata per stringere la mano a Francesco Tedesco, non ha ancora commentato il gesto del militare, ma su Facebook al termine dell’udienza ha voluto ringraziare l’avvocato Lampitella, difensore di D’Alessandro, che – riporta – “ci ha fornito un ulteriore e rilevante elemento“. “Stefano in auto con i carabinieri al rientro dalla stazione Casilina avrebbe detto ‘Io muoio ma a te levano la divisa’. Stefano era appena stato picchiato e stava proprio male. E dopo sei giorni è morto” sottolinea.

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