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“Stia a distanza di sicurezza”, cliente gli rifila un pugno in faccia

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Un commesso ha chiesto ad un cliente di rispettare la distanza di sicurezza e per tutta risposta gli è arrivato un pugno in faccia

supermercato commesso

Episodio spiacevole, quello che è avvenuto in un supermercato di Livorno, dove un commesso ha ricevuto un pugno da parte di un cliente per aver chiesto di rispettare la distanza di sicurezza per via dell’emergenza coronavirus.

Pugno in faccia ad un commesso

In base a quanto si evince da Il Tirreno, il dipendente in questione è un commesso di 40 anni che aveva invitato il cliente a rispettare le distanze in quanto era troppo vicino ad un’altra persona. In tutta risposta, però, ha avuto un pugno in faccia ed è stato portato al pronto soccorso per farsi medicare e in seguito sporgere denuncia. A soccorrere il povero commesso la sicurezza presente al supermercato. Gli addetti, dopo aver visto la scena, sono prontamente intervenuti per allontanare l’aggressore e mettere in sicurezza il dipendente che fortunatamente non ha riportato gravi conseguenze.

Come si evince da Il Tirreno, il commesso è stato accompagnato al pronto soccorso dove gli sono dati tre giorni di prognosi.

Immediati i messaggi di solidarietà da parte di amici, colleghi e conoscenti, oltre al sindacato Unicoop Cobas.

Dopo aver appreso la notizia sui social, infatti, Francesco Iacovone, uno dei coordinatori nazionali del sindacato, avvisato sempre via social dal delegato di Livorno ha affermato: “Non è possibile che una persona che sta compiendo il proprio dovere, che appartiene ad un comparto tra quelli che garantiscono agli altri cittadini la possibilità di poter acquistare beni necessari, rischi oltre la salute anche l’incolumità fisica”. Per poi aggiungere: “Oltre al possibile rischio contagio sul luogo di lavoro, ha dovuto poi recarsi all’ospedale, altra zona ad alto rischio di contrarre questo virus. Dove se entri sano, poi aspetti con ansia il trascorrere di due settimane, periodo entro il quale, generalmente, il Covid-19 si manifesta.

Diventa anche una tortura psicologica adesso”.

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