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Silvia Romano, minacce e insulti social: Procura Milano apre inchiesta

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Migliaia di insulti a Silvia Romano, la cooperante liberata dopo 18 mesi di prigionia: aperta un'inchiesta.

Gli insulti e le minacce social nei confronti di Silvia Romano non passeranno inosservati. È quanto fa sapere la Procura di Milano che, nella giornata di martedì 12 maggio, ha annunciato di aver avviato un’inchiesta in merito ai commenti offensivi che hanno coinvolto la cooperante milanese tornata in Patria dopo 18 mesi di prigionia. Il responsabile antiterrorismo Alberto Nobili, a capo dell’inchiesta, parla di accuse gravissime come “minacce aggravate”: è questo il reato a cui dovranno rispondere i migliaia che da giorni minacciano e insultano Silvia Romano sui social network.

Insulti e minacce a Silvia Romano

Sebbene in tantissimi abbiano accolto con favore il ritorno a casa di Silvia Romano, salutando la notizia con messaggi di giubilo, c’è stato anche chi ha mal digerito la liberazione della cooperante italiana.

Continuano ancora i commenti offensivi nei confronti della giovane donna. La colpa di quest’ultima, secondo molti, sarebbe quella di essersi convertita alla religione islamica ed essere costata al Governo italiano soldi che sarebbero potuti essere destinati per altre occasioni. Offese su cui la Procura di Milano intende far luce con un’inchiesta.

Purtroppo, commenti offensivi non solo sui social network. Nella giornata di lunedì 11 maggio, al Casorettoquartiere meneghino dove Silvia Romano abita – è apparso un volantino contro la liberazione della cooperante rapita in Kenya nel novembre 2018.

“Tanti di noi, stufi di dover pagare i riscatti, specie di questi tempi. Salvare una vita, meritevole, per metterne a rischio molte altre?”. Il volantino è stato strappato in mille pezzi dall’edicolante di zona che si è detto indignato.