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Cuginetti investiti a Vittoria, genitori delusi: “Uccisi due volte”

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C'è rabbia e delusione nelle parole dei genitori di Simone e Alessio D'Antonio dopo la condanna a nove anni dell'uomo che li uccise nel luglio 2019.

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Sono sgomenti i genitori di Simone e Alessio D’Antonio, i due cuginetti che lo scorso 11 luglio 2019 sono stati travolti e uccisi a Vittoria da un Suv guidato da Rosario Greco, condannato a nove anni carcere per omicidio stradale nella giornata di martedì 26 maggio.

Una condanna che i quattro genitori reputano però troppo lieve se paragonata alla morte di due bambini, i quali secondo loro verrebbero in questo modo uccisi per una seconda volta.

Cuginetti di Vittoria, la rabbia dei genitori

Intervistati dai microfoni di Fanpage, i genitori dei piccoli Simone e Alessio non riescono a contenere la propria indignazion, scagliandosi contro i giudici che hanno stabilito la condanna per Rosario Greco: “Non è stata data neanche la pena massima a questo punto io mi chiedo: “Ma i giudici da quale parte stanno?” Dalla parte dei delinquenti o dalla parte dei cittadini onesti in questo caso come siamo noi?”, afferma la madre di Simone, Valentina, che in seguito aggiunge: “Dal mese di luglio che lui ci ha distrutto la vita cosa ci dobbiamo aspettare che tra qualche anno o qualche mese lo vediamo fuori? Può cominciare a fare il conto alla rovescia perché tanto tra poco sarà fuori e quindi continuerà a fare tutto quello che ha sempre fatto continuerà a uccidere perché tanto la legge è sempre a suo favore e con niente paga gli omicidi e lui continua a fare la sua vita che ha fatto sempre”.

Anche il padre di Simone, Tony D’Antonio, non riesce a capacitarsi di come possa essere stato accettato il rito abbreviato, con conseguente sconto di pena, per un reato come quello commesso da Greco: “Hanno ucciso di nuovo i bambini perché non si può accettare una condanna a 9 anni. Nella sentenza prima il pm dà dieci anni e il giudice conferma nove anni.

È assurdo gli abbassa ancora la pena. L’hanno fatto passare per omicidio stradale ma non è omicidio stradale è una strage vera e propria non riesco a capire in Italia perché succedono queste cose in questo tipo di processi”.

Il commento dei genitori di Alessio

Delusa dall’esito del processo anche Lucia, la madre di Alessio D’Antonio, che non accetta una pena così bassa per l’omicidio del figlio: “Sono due angeli e spero che ci stiano sempre vicini. Non si può spezzare una vita per poi cavarsela con nove anni. Non lo accetto, la pena partiva da 18 anni, e sono già pochi, e per lo più ridotta a 9″.

Un dolore condiviso anche dal marito e padre di Alessio, Alessandro D’Antonio, che chiede a gran voce di riaprire il caso per infliggere quella che è a suo dire una giusta pena nei confronti di Greco: “Per avere ulteriormente fiducia della giustizia e della legge, ormai persa del tutto, basterebbe riaprire il caso e riammettere la pena di 18 anni solo così possiamo avere la forza di poter andare avanti.

Perché così significa aver condannato ancora una volta i genitori e aver ucciso di nuovo i bambini ci vorrebbero 30 anni per una strage di questo tipo.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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