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App Immuni obbligatoria? No, ma per l’epidemiologo Lopalco necessaria

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Parte la sperimentazione dell'App Immuni e l'epidemiologo Lopalco risponde ai dubbi degli scettici: "Anche se non obbligatoria, è utile". Ecco perché.

L'epidemiologo Lopalco con l'app Immuni

App Immuni, non obbligatoria ma necessaria, secondo l’epidemiologo Lopalco. “Vi consiglio di non scaricarla solo se non siete interessati a sapere di essere entrati in contatto con un soggetto positivo” è la risposta provocatoria di Lopalco. L’applicazione, infatti, permette di tracciare i contagi e “avere a cuore la propria salute“.

App Immuni, l’epidemiologo: non obbligatoria, ma necessaria

L’epidemiologo Pierluigi Lopalco è capo della task force della Regione Puglia per la gestione dell’emergenza coronavirus. Come figura di spicco nel monitoraggio della crisi regionale, ha studiato e avuto accesso all’applicazione prima del suo lancio e le sue impressioni sono state positive: “Se qualcuno mi indica un buon motivo per non usarla che non sia quello da me sopra indicato, vince un premio” scrive in un post via Facebook.

Immuni, come funziona?

L’App Immuni è si occupa del tracciamento dei contagi. È un’applicazione progettata da Bending Sppons e che ha visto la collaborazione del Governo. Come spiegato dalla ministra Paola Pisani, il download dell’app sarà su base volontaria ed assicurerà l’anonimato.

L’applicazione permette due funzioni: il tracciamento dei contagi tramite la tecnologia Bluetooth e la possibilità di stilare un diario clinico per monitorare il proprio stato di salute. In questo modo, chi sarà in possesso di Immuni potrà ricevere avvertenze su eventuali prossimità con soggetti infetti, pur rispettandone l’anonimato. Come ha spiegato il Commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, l’applicazione sarà disattivata il 31 dicembre.

A partire dal 1 giugno, è possibile scaricare Immuni sia in versione iOs che Android. L’applicazione, però, sarà funzionante in un secondo momento. Per ora sono state scelte quattro regioni pilota per testarla: Puglia, Liguria, Abruzzo e Marche.

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo. Ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.


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Marco Grieco

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo. Ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.

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