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Coronavirus, la manifestazione No mask a Roma

A Roma il corteo dei negazionisti, Luigi Di Maio: "Rispetto almeno per le famiglie delle vittime".

Negazionisti
Photocredits: Twitter

In data 5 settembre, numerosi manifestanti No mask, No vax ed esponenti di estrema destra sono scesi in piazza a Roma con un gigantesco striscione recitante: “Noi siamo il popolo”. La protesta è ancora in corso. Il coronavirus è uno dei motivi principali.

Sarebbero 500 i manifestanti in tutto, molti di loro sono senza mascherina, ma non manca chi la indossa. Dietro un enorme tricolore al grido di “libertà”, diverse decine di manifestanti sono inizialmente partiti dal Circo Massimo, dove si sono radunati in un primo momento, per dirigersi alla Bocca della Verità.

No mask e negazionisti sfilano a Roma

Il coronavirus è uno degli argomenti di protesta da parte di alcuni manifestanti a Roma.

Molti di loro sono negazionisti, che non accettano diverse verità sul virus e sono in disaccordo con i provvedimenti presi dalle istituzioni nel corso dell’emergenza sanitaria. Il raduno è infatti contro la “dittatura sanitaria” in era Covid-19. Durante la manifestazione sono sventolate diverse bandiere italiane, cantando l’inno di Mameli. L’evento è ancora in corso. Tra i cartelli esposti, se ne segnala uno recitante: “Governo criminali assassini”.

Le dichiarazioni di Luigi Di Maio

Il corteo di No mask e negazionisti sta sfilando a Roma, per avere voce in capitolo sull’attuale situazione socio-politica compromessa dall’emergenza sanitaria da coronavirus. Tramite alcune dichiarazioni riportate sul Messaggero, Luigi Di Maio ha detto la sua riguardo l’evento: “Parlano di Guerra i negazionisti, di guerra che devono fare allo stato contro queste misure, contro la mascherina. io invece rispondo che la guerra l’abbiamo combattuta questo inverno e abbiamo perso sul campo decine di migliaia di italiani i cui familiari stanno ancora piangendo”. Il ministro degli Esteri ha chiesto ai negazionisti di portare, perlomeno, rispetto nei confronti dei familiari delle vittime.

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Un post condiviso da Enrico Mentana (@enricomentana) in data: 5 Set 2020 alle ore 8:44 PDT

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