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Ragazza morta a Caivano, per la famiglia Michele non voleva ucciderla

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I familiari di Maria Paola Gaglione difendono il fratello Michele, affermando che non avrebbe avuto intenzioni omicide nei confronti della sorella.

Non si placano le polemiche in merito alla morte di Maria Paola Gaglione, la ragazza morta nella notte di venerdì 11 settembre a Caivano in un’incidente stradale che a quanto sembra sarebbe stato provocato dal fratello Michele. L’uomo l’avrebbe infatti speronata mentre questa era in sella a una moto assieme al compagno Ciro Migliore perché non accettava la sua relazione con un ragazzo transgender, ma nelle ultime ore i familiari hanno preso le sue difese affermando come Michele non avesse intenzione di uccidere la sorella.

Ragazza morta a Caivano, parlano i familiari

A riportare le parole dei familiari di Michele e Maria Paola è don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano e da anni noto ai media per il suo ruolo nel combattere la criminalità organizzata. Don Patriciello ha infatti spiegato: “Ho battezzato sia lei che il fratello Michele, che ho anche sposato qualche anno fa. […] La famiglia non crede che volesse davvero uccidere la sorella, anzi.

Mi hanno spiegato che non ha speronato la moto, ma stava inseguendo il motorino con Paola e Ciro perché voleva convincere la sorella a tornare a casa”.

Il parroco precisa inoltre come secondo i familiari Michele Gaglione non sia scappato via dopo l’incidente, ma anzi abbia cercato in ogni modo di rianimare la sorella ormai in fin di vita.

Lo stesso Patriciello tuttavia non nega la natura omofoba del gesto compiuto dall’uomo: “Penso che lui non fosse comunque preparato culturalmente a vivere questo tipo di relazione della sorella. […] Io non sapevo della loro relazione, ma sapevo della scelta di Ciro, che rispetto, adesso però è necessario stare calmi ed attendere che le indagini facciano il proprio corso”.

Lo sfogo della madre di Ciro

Intanto su Facebook la madre di Ciro Migliore ha pubblicato un lungo post di sfogo in cui si rivolge presumibilmente alla madre di Michele e Maria Paola Gaglione: “Tu come dici che hai fatto i sacrifici per i tuoi figli se eri un’altra mamma tutto questo non lo facevi accadere.

Tu fuori a una questura hai detto ‘fatelo uscire a mio figlio ha fatto bene che ha ucciso la sorella perché sta con un’altra femmina. I figli si accettano come sono, non si uccidono“. La donna conclude poi il suo messaggio ipotizzando un agguato ai danni dei due fidanzati: “Gli hanno fatto la trappola per ucciderli”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Saki Sanobashi
14 Settembre 2020 02:38

Ovvio che lo difendano, sono delinquenti e ignoranti come lui. La mela non cade mai troppolontana dall’albero, e a quanto pare la povera vittima era una delle eccezioni che confermano la regola. Scommetto che hanno pure chiesto la grazia a San Gennaro per “guarirla”… Cattobigotti, una razza che dovrebbe estinguersi!


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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