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Crisi Governo, Boschi: “No a rimpasti, ma impraticabile andare al voto”

Maria Elena Boschi non molla la presa sul Governo e continua a minacciare la crisi.

maria elena boschi
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Maria Elena Boschi non molla la presa sul Governo e continua a minacciare la crisi. In intervista a La Stampa, ha dichiarato che il partito di cui è capogruppo – Italia viva – non vuole un rimpasto, ma dice anche che in questo momento è impraticabile andare alle urne.

“Noi siamo pronti al dibattito in Parlamento, le nostre ministre sono pronte a dimettersi. Conte si decida”, dice.

Crisi Governo, Boschi: “No a rimpasti e voto”

“Noi – continua la Boschi – abbiamo posto questioni di merito: dal piano vaccini all’Alta velocità, dalla riapertura delle scuole all’utilizzo del Mes per la sanità. A oggi, nessuna risposta dal governo”. E ancroa: “La narrazione che viene dagli uffici del premier è che ci accontenteranno con un rimpasto.

Non è così. Per noi contano le idee, non gli incarichi. Tutti a parole si dicono d’accordo con i temi che abbiamo posto. Innanzitutto chiariamoci su questo, poi verranno i ministri. Noi vogliamo aprire le scuole, non una crisi di governo. I governi durano finché hanno la maggioranza in Parlamento. Tocca al premier, non a me, decidere con quali strumenti vuole verificare se questa maggioranza c’è ancora”.

Su Conte, dice: “Impossibile sapere cosa pensa.

nessuno avrebbe mai immaginato, tre anni fa, che un professore senza esperienza politica diventasse premier”. Infine la Boschi chiarisce che comunque non si andrà alle urne. “L’unico scenario che non vedo praticabile – spiega – sono le elezioni anticipate: nessuno le vuole e chi le minaccia lo fa soltanto per impaurire gli altri”.

La replica di Zingaretti

Non si è fatta attendere la replica del segretario del partito democratico Nicola Zingaretti. “No condotte irresponsabili, ma Conte faccia presto – dice -. Sulle cose da fare siamo pronti a un immediato confronto di merito con tutti i partiti della maggioranza. Crediamo ci siano le condizioni per un compromesso alto, che faccia fare un passo in avanti a tutti, attorno a Conte e per l’interesse nazionale. Il premier deve assumere l’iniziativa per propiziare questo confronto franco e chiuderlo il prima possibile”.

Infine: “Non servono atti di rottura o crisi al buio, ma una collaborazione necessaria e consapevole dato il momento che stiamo vivendo. Se dovessimo fallire, chi avrà avuto la responsabilità di un mancato coraggio o di una condotta irresponsabile, manovriera e spregiudicata, ne pagherà le amare conseguenze di fronte all’opinione pubblica”.

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