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Bari, bambino di 9 anni impiccato: aveva usato cellulare della madre

Il bambino che si è impiccato a Bari utilizzava il cellulare della madre: a setaccio la cronologia dei dispositivi.

bari bambino cellulare

Un mistero avvolge il dramma che si è consumato lunedì 24 gennaio nel quartiere di San Girolamo a Bari. Un bambino di 9 anni, infatti, si è impiccato nella sua stanzetta. Due inchieste sono state aperte in merito ed il timore è che possa trattarsi dell’ennesima azione derivante dall’utilizzo di social network come Tik Tok.

Soltanto qualche giorno prima una bambina a Palermo è morta nella medesima maniera.

La morte del bambino

È ancora giallo in merito alle cause che hanno spinto il bambino di Bari ad impiccarsi. Il piccolo, di 9 anni, è stato trovato privo di sensi dalla madre, che ha prestato i primi soccorsi. È morto, tuttavia, all’arrivo in ospedale. Le forze dell’ordine stanno adesso tentando di comprendere cosa abbia spinto la vittima a compiere tale inspiegabile gesto nella sua cameretta, con l’utilizzo di una corda ed una gruccia.

In base alle prime ricostruzioni nel pomeriggio il bambino (che non aveva un cellulare personale) aveva utilizzato lo smartphone della mamma. Gli agenti stanno dunque controllando i dispositivi di tutti i componenti della famiglia per comprendere se abbia utilizzato internet ed, in particolare, social network come Tik Tok.

Le dichiarazioni del procuratore

Ferruccio De Salvatore, a capo della procura del Tribunale dei Minorenni, non ha voluto commentare i fatti nei dettagli.

Non ha potuto fare a meno, tuttavia, di riflettere sul fenomeno dilagante.

In tutta Italia – dice – stiamo assistendo negli ultimi mesi ad un incremento dei casi di suicidi o tentati suicidi che vedono come protagonisti purtroppo i più piccoli. Dobbiamo cominciare a ragionare e capire se e quando la pandemia abbia esasperato questa situazione perché molti giovani, soprattutto adolescenti, si sono rinchiusi in se stessi e sono diventati aggressivi con se stessi egli altri“. E aggiunge: “Questi giochi, prima il Blue whale, poi Momo e adesso Tik Tok, possono essere molto rischiosi. Noi dobbiamo tener conto che con riferimento a determinate fasce di età lo spirito di emulazione è molto forte“.

Nata a Palermo, classe 1998, è laureata in Scienze delle comunicazioni per i media e le istituzioni e iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Mediagol e itPalermo.


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Chiara Ferrara

Nata a Palermo, classe 1998, è laureata in Scienze delle comunicazioni per i media e le istituzioni e iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Mediagol e itPalermo.

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