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Covid, focolai scolastici in Umbria: colpiti bambini dai 6 ai 13 anni

Secondo l'Associazione Italiana Epidemiologia l'Umbria è la regione che presenta il tasso di incidenza più elevato di focolai scolastici.

tetto crollato scuola palermo
tetto crollato scuola palermo

Continua a destare preoccupazione l’aumento di contagi tra i giovanissimi e dei conseguenti focolai scolastici nelle regioni del centro Italia, provocati in larga parte dalle nuove varianti del coronavirus – in particolare da quella inglese – individuate in quelle zone. Come illustrato nell’ultimo report dell’Associazione Italiana Epidemiologia, che ha preso in considerazione i dati dello scorso mese di gennaio, a detenere la maglia nera è l’Umbria che presenta il tasso di incidenza più elevato di diffusione di queste nuove mutazioni.

Covid, allarma focolai scolastici in Umbria

La presenza della variante di coronavirus inglese, più contagiosa soprattutto nelle fasce d’età più giovani, è una delle possibili cause dell’attuale andamento dell’epidemia nelle regioni Umbria, Toscana, Marche e Abruzzo. Proprio illustrando la situazione tra i giovani il report afferma: “Si conferma nell’ultima settimana la tendenza di aumento dell’incidenza nei bambini 0-5 e 6-10 anni, particolarmente evidente in alcune regioni e in modo difforme dall’andamento in tutte le altre fasce di età, inclusa la fascia delle persone con età maggiore di 84 anni, che registrano tassi di incidenza in calo”.

Ad essere tenuta particolarmente sotto osservazione o proprio la situazione in Umbria, dove di recente una alcuni comuni della provincia di Perugia sono finiti in zona rossa a causa del dilagare dei contagi da variante inglese e brasiliana: “Da circa 3 settimane la situazione della regione Umbria si presenta in controtendenza rispetto al livello nazionale, ma con la particolarità dell’aumento di incidenza per tutte le classi di età e, nell’ultima settimana, in particolar modo nelle classi 6 – 10 e 11 – 13 anni, accompagnata da cluster ospedalieri è tutta concentrata sulla provincia di Perugia.

Anche il 94% delle scuole in quarantena insiste nella provincia Perugina. Sul territorio dei distretti del lago Trasimeno, del Perugino e in parte dell’Assisano è stata identificata la variante inglese”.

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