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Umbria, scuole chiuse per altre due settimane

I numeri dell'epidemia sono in lenta discesa, ma la diffusione delle varianti resta un'incognita. Le scuole in Umbria resteranno chiuse.

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I numeri dell’epidemia sono in discesa, ma la diffusione delle varianti resta un’incognita, soprattutto quella inglese e quella brasiliana. Per altre due settimane in Umbria le restrizioni saranno quelle della zona arancione rafforzata e le scuole resteranno chiuse.

Scuole chiuse in Umbria

È in atto una trasformazione biologica ed epidemiologica delle varianti” ha spiegato Claudio Dario, direttore regionale della Salute, che ha sottolineato che la cautela è d’obbligo. Per altre due settimane sono state confermate le misure in atto, compatibili con una zona arancione rafforzata. Le decisioni sono state prese dopo il punto settimanale della situazione con l’accordo del Cts con cui si è confrontata la Giunta regionale. La nuova ordinanza dovrebbe prorogare le restrizioni in atto per altre due settimane senza escludere l’istituzione di zone rosse dove l’incidenza rimane elevata.

La curva sta decrescendo molto lentamente rispetto alla prima e alla seconda ondata epidemica e serve grande attenzione nel pensare a ogni possibile riapertura in più” ha spiegato Dario. Le incognite sono troppe per pensare a degli allentamenti e la curva epidemica sta riflettendo l’andamento della settimana precedente. “C’è una riduzione costante che va avanti da 20 giorni ma si tratta di una discesa non repentina, pur se accompagnata da una riduzione degli attualmente positivi” ha spiegato Marco Cristofori, Nucleo epidemiologico regionale.

Nella giornata di ieri sono state rilevate 460 guarigione e 267 nuovi positivi, con una media stabile. L’indice Rt è in calo ed è stato stimato a 0,88. L’incidenza è in fase di riduzione, ma la situazione ha bisogno ancora di un forte controllo. “La mappa regionale indica che le aree rosse si stanno riducendo e il dato articolato tra le due Asl si sta avvicinando, anche se Terni, nonostante i molti casi degli ultimi giorni, continua a mantenere un andamento migliore” ha spiegato l’esperto. Il rapporto tra positivi e tamponi è costante e questo significa che il contact tracing sta funzionando. I distretti Alto Tevere, Assisi e Foligno, dove l’incidenza supera i 400 casi ogni 100mila abitanti, sono osservati speciali. “In tale territorio pare che le misure adottate abbiano meno effetto” ha spiegato Cristofori.

Gli ultimi numeri confermano la tendenza alla diminuzione per i decessi. “Il tasso di mortalità standardizzato in base all’età e il periodo del decesso, analizzato dall’Associazione italiana di epidemiologia oscilla tra il 2,3-2,4 contro il 3,2-3,3 nazionale. Trend decrescente anche per i ricoveri ordinari mentre appare ancora fortemente variabile l’andamento delle terapie intensive: ancora 82 posti letto occupati con 5 ingressi nell’ultima giornata, 41 nella settimana in risalita” ha aggiunto Cristofori. La prova dell’aggressività del virus, dovuta alle varianti, ha evidenziato una prevalenza del 51% di quella inglese e del 36% di quella brasiliana. “Con l’Istituto superiore di sanità stiamo verificando e studiando che è in atto una trasformazione biologica ed epidemiologica delle varianti con quella inglese che avanza di più ed è più contagiosa. Mutazione che in alcune zone ha sostituito il ceppo originario e anche la variante brasiliana: un fenomeno che va studiato” ha aggiunto Dario. 260 soggetti sono stati infettati dopo la prima somministrazione e 149 dopo la seconda. Di questi ultimi, 69 sono risultati positivi entro i primi 7-10 giorni dalla somministrazione, mentre 80 casi oltre questo termine.

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