Arisa, tra palco e vita privata, si racconta senza filtri. Dal ritorno a Sanremo alle avventure nel mondo delle app di dating, la cantante esplora con ironia e sincerità le sfide dell’amore, dell’amicizia e della ricerca di sé.
Arisa torna sul palco del Festival di Sanremo 2026
Per Arisa, all’anagrafe Rosalba Pippa, il Festival di Sanremo rappresenta «tutto», un punto di svolta capace di segnare un «prima e un dopo».
A 43 anni, la cantante si prepara a calcare per la nona volta il celebre palco dell’Ariston, dopo averlo vissuto da vincitrice (2009 con Sincerità tra le Nuove Proposte e 2014 con Controvento tra i Big) e persino da conduttrice nel 2015. Quest’anno, alla 76ª edizione del festival, Arisa ritorna come concorrente con Magica Favola, definita da lei stessa «un manifesto generazionale».
“Dating app? Conosco persone che…”, la confessione di Arisa
Sul fronte sentimentale, Arisa confessa a Supernova di non sapere ancora se sia davvero innamorata, ma sottolinea che “tutte le persone al mondo vivono per essere amate“. Di recente, si è avvicinata al mondo delle app di incontri, scegliendo la piattaforma Raya, descritta da Alessandro Cattelan come “una sorta di Tinder, ma un po’ più riservato“, particolarmente apprezzata dai personaggi pubblici.
Arisa ha deciso di mostrarsi senza filtri: nessun pseudonimo, solo il suo nome reale e foto autentiche. Racconta con ironia le difficoltà di comunicare con profili internazionali: “Chatto più con stranieri e mantenere la conversazione in inglese è difficile“. Pur avendo avuto qualche contatto promettente, come uno di Copenaghen, la cantante ammette che l’entusiasmo può spegnersi rapidamente: “Dopo un po’ mi scoccio“, e ironizza sull’istante in cui diventa «sottona», portando il potenziale incontro a naufragare.
Dopo relazioni finite sotto i riflettori, tra cui quelle con Walter Ricci e Andrea Di Carlo, Arisa oggi si definisce una persona in continua ricerca, felice quando riesce a sentirsi «degna» e accettata nelle proprie trasformazioni. Anche l’idea di felicità si è evoluta: il desiderio di una famiglia propria esiste, ma non è più un obbligo.
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