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Decreto Sport 2026: le novità che cambieranno il panorama sportivo italiano

Decreto Sport 2026: le novità che cambieranno il panorama sportivo italiano

La Camera ha approvato il decreto Sport 2026, introducendo importanti cambiamenti nella giustizia sportiva e nel finanziamento del calcio.

Il mondo dello sport italiano è in procinto di subire una serie di trasformazioni significative grazie all’approvazione del decreto Sport 2026, noto anche come Dl 108/2026. Con 128 voti favorevoli, 81 contrari e 2 astenuti, il testo è ora pronto per passare al Senato. Questo provvedimento tocca vari aspetti del settore sportivo, dalla giustizia sportiva ai fondi per il calcio, fino alla sicurezza delle piscine.

Tra le novità più rilevanti vi è l’esclusione dei magistrati dagli organi di giustizia delle federazioni sportive. Questa misura mira a rafforzare l’autonomia della giustizia sportiva e a prevenire potenziali conflitti d’interesse. Inoltre, il decreto introduce nuove disposizioni per la ripartizione dei fondi nel calcio, con un occhio di riguardo per la Serie C e la sicurezza delle piscine.

La fine dei magistrati nella giustizia sportiva

Una delle modifiche più significative introdotte dal decreto Sport 2026 riguarda la giustizia sportiva. Da ora in poi, i magistrati ordinari, amministrativi o contabili non potranno più far parte degli organi di giustizia delle federazioni le cui società professionistiche sono sottoposte ai controlli della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico-finanziario.

Questa decisione è stata presa per evitare potenziali conflitti d’interesse. Immaginiamo un giudice che, oltre al suo lavoro ordinario, ricopre un ruolo in uno degli organi di giustizia della Federcalcio. La nuova norma impedisce questa duplicità di ruoli, garantendo maggiore trasparenza e indipendenza nella gestione delle controversie sportive.

Nuovi fondi per il calcio: un sostegno alla Serie C

Il decreto Sport 2026 introduce anche importanti cambiamenti nella ripartizione dei fondi destinati al calcio. Originariamente, il testo prevedeva di sottrarre alla Figc l’1% dei proventi dei diritti audiovisivi, per un totale di circa 10 milioni di euro, destinati interamente all’organizzazione della Serie A femminile.

Tuttavia, un emendamento approvato ha modificato questa disposizione, dividendo la quota in due parti uguali: 0,5% alla Serie A femminile e 0,5% alla Serie C. Questi fondi saranno vincolati allo sviluppo dei settori giovanili maschili e femminili, agli investimenti in infrastrutture e alla formazione dei tecnici. Una vera e propria boccata d’aria per la terza serie, spesso alle prese con equilibri fiscali precari.

Sicurezza delle piscine: nuove misure obbligatorie

Un’altra novità importante riguarda la sicurezza delle piscine. Dopo una serie di tragici incidenti, la Camera ha approvato un emendamento che introduce nuove misure obbligatorie per gli impianti pubblici e privati aperti al pubblico. I sistemi di ricircolo e le prese di aspirazione devono garantire standard di sicurezza tali da impedire l’effetto ventosa.

In caso di mancato adeguamento, scatterà la chiusura immediata dell’impianto fino alla messa a norma. Inoltre, è stato istituito un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 destinato all’adeguamento delle piscine pubbliche. Tra le novità anche l’obbligo della cuffia da nuoto per i minori di 16 anni, anche se questo punto è stato ritirato all’ultimo momento.

La stretta sulla sicurezza delle piscine è stata accolta con favore da molti, ma non senza critiche. Le opposizioni hanno denunciato un’operazione di propaganda, sostenendo che il testo è troppo generico e che i controlli sono già previsti. Nonostante ciò, il provvedimento rappresenta un passo avanti significativo nella tutela della sicurezza dei bagnanti.

Il decreto Sport 2026 rappresenta un punto di svolta per il mondo dello sport italiano, introducendo cambiamenti significativi che toccheranno vari aspetti del settore. Dalla giustizia sportiva alla sicurezza delle piscine, le nuove disposizioni mirano a garantire maggiore trasparenza, sicurezza e sostenibilità economica. Ora la palla passa al Senato, che dovrà esaminare e approvare il testo definitivo.

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