Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha celebrato il primo anniversario del suo secondo mandato con un bilancio che ha combinato sicurezza interna, economia e politica estera. Durante la conferenza stampa alla Casa Bianca, Trump ha difeso la sua linea dura contro la criminalità e l’immigrazione irregolare, rivendicando al contempo risultati economici e diplomatici che definisce senza precedenti.
Linea dura di Donald Trump sulla sicurezza e polemiche interne
Martedì 20 gennaio, alla Casa Bianca, Donald Trump ha celebrato il primo anniversario del suo secondo mandato con una conferenza stampa iniziata quasi 50 minuti in ritardo. L’incontro, non previsto nell’agenda ufficiale ma anticipato dalla portavoce Karoline Leavitt su X con la promessa di “un ospite molto speciale”, ha preso subito una piega inaspettata. In apertura, il presidente ha mostrato fotografie segnaletiche di presunti criminali in Minnesota, arrestati o ricercati, affermando: “Queste sono le persone che alcuni stanno cercando di difendere”.
Il presidente ha commentato la tragica morte di Renee Good a Minneapolis come “un dramma” pur dichiarando di “capire entrambe le parti”, ma ha accusato la presenza di “agitatori pagati” dietro le proteste. Rivolgendosi alla politica sull’immigrazione, ha criticato gli immigrati somali e la deputata Ilhan Omar: “Non hanno nulla che assomigli a un Paese… sono persone con un quoziente di intelligenza molto basso”. Pur riconoscendo che l’Ice può commettere errori, ha sottolineato che “forse è stata troppo dura in alcune situazioni”, difendendo comunque la linea dura della sua amministrazione.
Trump ha anche espresso giudizi forti sulla gestione di Joe Biden: “Joe Biden il dormiglione. Joe Biden il corrotto. Potete chiamarlo come volete”, aggiungendo che il predecessore “è stato il peggior presidente che abbiamo mai avuto”. In questo contesto, ha ribadito la sua decisione di non inviare più fondi federali alle cosiddette “città santuario”, sottolineando l’impegno del suo governo per l’ordine pubblico e la legalità.
On the one-year mark in office, President Donald J. Trump spoke to the press for nearly two hours.
And brought the receipts. pic.twitter.com/wuMKeNBcd2
— The White House (@WhiteHouse) January 20, 2026
Successi economici, politica estera e visione internazionale di Donald Trump
Oltre alle questioni interne, Trump ha voluto evidenziare i risultati della sua amministrazione, definendo l’anno appena trascorso come un “periodo straordinario” e sostenendo di aver “ottenuto nettamente più successi” rispetto a qualsiasi suo predecessore. Ai giornalisti è stato distribuito un documento intitolato “365 vittorie in 365 giorni”, simbolo dei presunti traguardi raggiunti, che comprendono la riduzione della burocrazia, il rafforzamento dell’economia e l’abbattimento della stagflazione: “Abbiamo messo fine alla stagflazione di Biden. Non abbiamo inflazione”.
Il presidente ha inoltre affrontato la questione dei dazi, sottolineando che la conferma da parte della Corte Suprema sarebbe “importante per la sicurezza nazionale”, ma ammettendo: “Non so quello che farà la Corte Suprema, ma se perdiamo, dovremo fare del nostro meglio per ripagare centinaia di miliardi di dollari”. Sul piano internazionale, ha ribadito la sua attenzione alla Groenlandia: “Fino a che punto mi spingerò? Lo scoprirete”, e ha parlato dei rapporti con la NATO: “Ho fatto per la Nato più di qualsiasi altra persona, viva o morta”, evidenziando l’aumento degli investimenti dei membri dal 2% al 5% del Pil.
Trump ha inoltre lodato la collaborazione con il Venezuela e Maria Corina Machado, definendola “una donna incredibilmente piacevole” e affermando: “Forse la possiamo coinvolgere in qualche modo”. Non sono mancati riferimenti al Premio Nobel per la pace: “Maria Machado mi ha detto che non merita”, mentre Trump ha ribadito di aver fermato “otto guerre” e criticato la Norvegia che “controlla il Premio Nobel” e l’Onu: “Le Nazioni Unite non mi ha mai aiutato a mettere fine ad alcun conflitto“.
Infine, ha collegato i risultati economici e diplomatici al boom interno: “Nessuno ha mai fatto nulla del genere, in America c’è il boom”, sottolineando il rafforzamento della sicurezza nazionale, le politiche sui dazi e i progressi nel settore energetico e infrastrutturale.
Press Briefing by Press Secretary Karoline Leavitt, Jan. 20, 2026 https://t.co/0q9y4cKSNT
— The White House (@WhiteHouse) January 20, 2026