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Huawei, arresto Meng Wanzhou: crollano borse Ue e Usa
Economia

Huawei, arresto Meng Wanzhou: crollano borse Ue e Usa

Meng Wanzhou, figlia del fondatore del colosso Huawei, è stata arrestata in Canada, ed è a rischio estradizione dagli Usa. La Cina chiede il rilascio.

A Vancouver, su richiesta degli Stati Uniti, è stata arrestata la chief financial officer di Huawei, nonché figlia del fondatore del marchio cinese. Il motivo sarebbe da ricondurre a sospette violazioni delle sanzioni contro l’Iran. Travolte le borse, soprattutto quelle europee: Milano perde il 3%; male anche Wall Street. Si riaccende la miccia diplomatica tra Usa e Cina, che richiede il rilascio della top manager.

Usa-Cina: tensioni diplomatiche

L’arresto della vice presidente del board di Huawei mette a repentaglio le distensioni diplomatiche che si stavano verificando tra Cina e Stati Uniti a seguito del G20.
Meng Wanzhou, figlia del fondatore del gruppo di Shenzhen, Ren Zhengfei, è stata accusata dal governo statunitense di aver violato l’embargo contro l’Iran, ed è stata fermata all’aeroporto di Vancouver.
La top manager cinese è in attesa dell’udienza del 7 dicembre. Si tratta già di un caso diplomatico, che mette a rischio la tregua commerciale tra le due superpotenze.

La Cina sostiene che Meng non abbia violato alcuna legge Usa o canadese, e che il suo arresto costituisca una violazione dei diritti umani.

Huawei, crollano le borse

Intanto, i mercati hanno fortemente risentito delle tensioni diplomatiche tra Cina e Usa, tanto più che il fattore centrale è un colosso tecnologico come Huawei (nonostante l’azienda non sia quotata in borsa).
In negativo tutte le borse europee, con Piazza Affari fanalino di coda: perde oltre il 3%. Male anche Francoforte, con -2,9%. Le borse asiatiche hanno subito perdite a loro volta, con Tokyo a -1,9%, Shenzhen (sede di Huawei) a -1,6%, e Shanghai a -1,2%.
Gli Usa chiudono in negativo sia Wall Street che Nasdaq, la borsa dedicata a titoli tecnologici, a -1,9%.

Il caso Huawei

Il mercato statunitense ha già da tempo chiuso le porte ai prodotti del colosso cinese, ritenendoli un pericolo per la sicurezza dei cittadini americani.
Trump teme infatti che i prodotti cinesi possano essere usati con fini di spionaggio contro i principali rivali economici.
Huawei, nel corso di un decennio, ha conquistato la maggior fetta del mercato delle telecomunicazioni, superando sia Apple che i sudcoreani di Samsung.
Intanto, in Australia, Nuova Zelanda e, a modo suo, Canada, hanno chiuso le importazioni di prodotti Huawei, seguendo gli Usa, per i sospetti che dietro la tecnologia 5G si nascondano violazioni di sicurezza per gli utenti.

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