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Istat, nel primo trimestre pressione fiscale al 38%, al top dal 2015
Economia

Istat, nel primo trimestre pressione fiscale al 38%, al top dal 2015

salvini tria pressione fiscale

Il peso delle tasse continua a salire, anche nei primi tre mesi del 2019. Un dato che si inserisce nella diatriba tra Giovanni Tria e Matteo Salvini.

L’Istat avverte che anche nel primo trimestre 2019 la pressione fiscale è in aumento. Ciò si traduce in una maggiore propensione al risparmio da parte dei cittadini consumatori. Il Codacons esorta quindi il governo a fare tutto il possibile per evitare l’aumento dell’IVA nel 2020.

I dati Istat

Tra il ministro dell’Economia Giovanni Tria che rimane cauto riguardo il possibile aumento dell’IVA “perché è stato votato dal Parlamento” e il vicepremier Matteo Salvini che tenta invece di accelerare sulla flat tax, irrompono i dati dell’Istat.

Da via Cesare Balbo emerge infatti che nel primo trimestre 2019 la pressione fiscale è risultata del 38%, in aumento quindi di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E’ il dato più alto dal 2015 e senza contare che questo lieviterà quando verrà diffusa la media annua, come sempre avviene.

Questa situazione ovviamente pesa nelle tasche dei cittadini. Anche se il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e il potere d’acquisto è parimenti aumentato, anche la propensione al risparmio è cresciuta, di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

“No aumento dell’IVA”

“La frenata dell’inflazione registrata negli ultimi mesi ha avuto effetti diretti sulla capacità di spesa degli italiani, ma non si trasferisce sui consumi che rimangono sostanzialmente fermi – sottolinea difatti il presidente del Codacons Carlo Rienzi – La maggiore ricchezza viene destinata invece al risparmio, con le famiglie che mettono da parte i soldi in attesa di tempi migliori”.

“Una situazione che danneggia il commercio e che dimostra ancora una volta come il Governo debba a tutti i costi evitare l’aumento dell’IVA nel 2020, che avrebbe effetti deleteri sui consumi e sull’economia nazionale” si avverte.


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