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Elezioni in Latvia: rischi di coalizione e la posizione pro-Ucraina

Elezioni in Latvia: rischi di coalizione e la posizione pro-Ucraina

Le elezioni del 1 ottobre in Latvia mettono alla prova il governo di Kulbergs tra sicurezza, spese militari e una coalizione incerta.

Sabato 1 ottobre la Latvia si prepara a scegliere i 100 membri della Saeima la Camera Unicamere del Paese. Oltre 1,5 milioni di cittadini sono chiamati alle urne in una gara elettorale segnata da preoccupazioni per la sicurezza e da una pressione economica crescente. Le schede saranno raccolte dalle 8:00 (0500 GMT) alle 20:00, con i primi risultati disponibili poche ore dopo la chiusura e il conteggio definitivo previsto dopo mezzanotte.

Il contesto interno è caratterizzato da una frammentazione politica tipica della Latvia: su 14 liste elettorali solo sette supereranno la soglia del 5 % necessaria per entrare in Parlamento. Il costo della vita, gli stipendi contenuti e le criticità del sistema sanitario hanno dominato il dibattito, mentre la spesa per la difesa ha toccato quasi il 5 % del PIL, avvicinandosi al target nato della NATO.

Risultati attesi per il premier Kulbergs e la sua United List

Il premier Andris Kulbergs, ex pilota di gara, è al governo da maggio, dopo la caduta della coalizione precedente per gli incidenti causati da droni ucraini deviati. La sua formazione, il United List è leader nei sondaggi con circa il 14,4 % (circa 20 % in alcune inchieste) e dovrebbe mantenere la prima posizione.

Tuttavia, la perdita di due alleati tradizionali rende complessa la ricostruzione di una maggioranza stabile.

Le sfide della difesa e della spesa militare

Kulbergs ha promesso un supporto incondizionato all’Ucraina e l’ampliamento delle capacità anti-drone. Le tensioni con la Russia hanno alimentato un clima di allarme: le incursioni aeree e le minacce di sabotaggio ibrido hanno spinto il governo a chiedere l’intervento dell’OSCE per monitorare le elezioni. Nonostante le critiche, la maggior parte dei partiti resta fermamente pro-Ucraina anche se la questione della difesa continua a dividere gli elettori.

Partiti in crescita: Sovereign Power, Latvia First e i progressisti

Il partito populista Sovereign Power che sostiene che gli aiuti a Kiev dovrebbero essere destinati al territorio nazionale, si profila come il secondo polo con più del 9 % dei voti. Il suo leader Julia Stepanenko ha dichiarato che “i nostri elettori vogliono la pace”, senza precisare la posizione sulle sanzioni contro la Russia.

Il ruolo della minoranza russofona

Circa il 25 % della popolazione è di lingua russa, con una forte concentrazione a Riga e a Daugavpils. La comunità, tradizionalmente votante lungo linee identitarie, sembra orientarsi ora verso questioni economiche e sociali, rendendo i partiti Sovereign Power e Latvia First (circa il 9 % nei sondaggi) potenziali alleati per una coalizione. Il sentimento di marginalizzazione, alimentato da politiche linguistiche, ha rafforzato il loro appeal.

Il panorama delle coalizioni e le incertezze post-elettorali

Con sette formazioni destinate a entrare in Parlamento, la costruzione di un governo stabile sarà una vera prova. Il Progressives socialdemocratico e pro-europeo si attesta intorno al 6 % e potrebbe fungere da mediatore. Tuttavia, la maggior parte dei partiti ha escluso la possibilità di allearsi con Sovereign Power lasciando spazio a negoziati delicati tra United List, Latvia First e i progressisti.

Nel complesso, le elezioni del 1 ottobre rappresentano un bivio: mantenere il corso pro-Europeo e pro-Ucraina o cedere a pressioni interne per una politica più vicina alla Russia. La risposta degli elettori, con un terzo ancora indeciso, definirà se la Latvia continuerà a rafforzare la propria difesa e le relazioni con l’Occidente o se cercherà un nuovo equilibrio interno.

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