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Emergenza siccità: Governo decreta stato di allerta a Parma e Piacenza

Situazione molto critica anche in Veneto, Sardegna, Sicilia, Friuli Venezia Giulia. A rischio raccolti e bestiame.

Emergenza siccità

Emergenza siccità, tutta l’Italia sta facendo i conti con la furia dell’anticiclone, il vento caldo che soffia dal deserto algerino-tunisino, e la siccità. Dopo un inverno poco piovoso, le risorse idriche stanno ora soffrendo. Maggiormente a rischio sono i raccolti, il bestiame, ma anche la vita quotidiana. Soprattutto quest’ultimo aspetto, non è da meno in quanto, se l’acqua manca, bisogna razionarla con l’uso predisposto a giorni alterni e le temperature record previste per i prossimi giorni non lasciano ben sperare.

Per tentar di trovare subito una soluzione, a Roma la sindaca Virginia Raggi ha stabilito che, sino a settembre, l’acqua comunale dovrà essere usata solo per servizi strettamente personali. Mentre, per le province di Parma e Piacenza, il Governo ha dichiarato lo stato d’emergenza e già stanziato 8 milioni e 650 mila euro per far fronte alla crisi.

Il Po in Emilia Romagna è in secca: letto quasi prosciugato, rive trasformate in spiagge per bagnanti improvvisati. Un fiume che tra poco potrebbe non sembrare più tale nemmeno in Piemonte. Purtroppo, i disagi provocati dalla mancanza d’acqua si fanno sentire tanto, sia in campagna che in città.

Infatti, come spiega il governo in un comunicato stampa, sia a Parma che a Piacenza, lo stato d’emergenza è stato chiesto anche perché l’elevato numero di turisti arrivato con l’estate ha richiesto un bisogno maggiore di acqua. Per la produzione Coldiretti ha già lanciato l’allarme: “Sono a rischio ortaggi, frutta, cereali, pomodoro, ma anche girasoli e vigneti, il fieno per l’alimentazione degli animali e la produzione di latte per i grandi formaggi”.

Per questo motivo, si cercano soluzioni per tutelare contadini e allevatori dai possibili danni economici. “Le anomalie climatiche della prima parte del 2017 hanno già provocato perdite per quasi un miliardo di euro”, ha sottolineato l’associazione.

L’emergenza siccità potrebbe innescare un altro problema: quello del rischio incendi, soprattutto nelle zone boschive. Per evitare problemi del genere, in Piemonte l’Arpa ha disposto da oggi lo stato di massima pericolosità su tutto il territorio della regione. Stesso problema sembrano riscontrarlo anche Lazio e Toscana che stanno cercando di trovare delle soluzioni.

Dunque, l’estate 2017 rischia di essere critica anche perché, come ha spiegato il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, “ben sei Regioni non hanno ancora mezzi aerei da utilizzare per spegnere le fiamme”.

Le sei regioni indicate da Curcio sono: Basilicata, Molise, Abruzzo, Marche e Umbria. Tutte e sei hanno dichiarato di non avere a disposizione alcun mezzo aereo per intervenire in caso di roghi particolarmente impegnativi.


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