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Esclusiva Panatta si racconta: da Melbourne alla maglietta rossa contro Pinochet

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AUSTRALIAN OPEN ADRIANO PANATTA SI RACCONTA – E’ il primo appuntamento importante del 2011 per il tennis. Gli Australian Open si giocheranno da stanotte (01.00 diretta) al 30 gennaio 2011 a Melbourne. Un avvenimento sportivo di grande rilievo. Il tennista spagnolo Rafael Nadal sogna la grande impresa: quella di ottenere il Grande Slam, aggiungendo alle vittorie al Roland Garros, a Wimbledon e all’U.S.Open, questo torneo entrando così nella storia di questo sport.

Per parlare di tutto questo abbiamo intervistato Adriano Panatta indimenticabile campione che proprio all’Australian Open iniziò negli anni sessanta la sua carriera nei tornei del Grande Slam. Eccolo in questa intervista esclusiva per ilsussidiario.net

Panatta ci sono gli Australian Open, che ricordo ha di questo torneo?

Un bellissimo ricordo. Per noi, negli anni sessanta, andare in Australia era veramente una cosa eccezionale. Era una nazione che a quell’epoca era un po’ la patria del tennis.

So solo che anche se fui sconfitto al primo turno tornai da quel torneo molto maturato. Ero finalmente diventato un giocatore vero.

Però i tennisti italiani non hanno mai fatto grandi cose all’Australian Open. Qual è il motivo?

Posso parlare della mia esperienza. Allora stavamo a Formia ad allenarci. L’Australian Open coincideva con l’inizio dell’attività agonistica della stagione. Quindi coglieva un po’ tutti i giocatori impreparati, non al massimo della forma.

Se poi si aggiunge che allora in Australia si giocava ancora sull’erba, una superficie molto più veloce della terra battuta, si possono capire le ragioni per cui i tennisti italiani facevano tanta fatica in questo torneo.

In questa edizione chi vede favorito nel torneo maschile, sono sempre Federer e Nadal i possibili vincitori dell’Australian Open 2011?

Direi di si, non ci sono molti altri giocatori accreditati per il successo finale. Forse Murray e Djokovic possono impensierirli. Sono questi i probabili vincitori dell’Australian Open 2011.

E tra le donne chi vede favorita?

Tra le donne è veramente difficile dire chi vincerà. C’è molto equilibrio, tante giocatrici possono dire la loro. Non è più come un po’di anni fa quando solo le prime tre, le prime cinque, potevano vincere i tornei del Grande Slam. Erano i soliti nomi, Navratilova, Evert e pochi altre…

Come vede le tenniste italiane, Pennetta e Schiavone?

Le tenniste italiane stanno facendo grandi cose. Pennetta e Schiavone sono tra le tenniste più forti del mondo. Possono ottenere veramente qualsiasi risultato agli Australian Open 2011.

In questo senso, cosa vuol dire giocare questo torneo, che atmosfera si respira in Australia, da sempre patria del tennis?

Questo paese ultimamente sta facendo fatica ad esprimere grandi campioni. L’ultimo è stato Hewitt. Comunque è sempre una bella esperienza giocare questo torneo.

A proposito chi è il più grande giocatore di tennis di tutti i tempi? Forse proprio l’australiano Rod Laver?

No, non ho dubbi, il giocatore che ho visto giocare meglio è senza dubbio Roger Federer.

Ci può fare invece un bilancio del tennis italiano del 2010?

Tra gli uomini stiamo facendo abbastanza fatica. Le donne hanno ottenuto risultati strepitosi, come testimonia il successo di Francesca Schiavone al Roland Garros. Una grandissima impresa.

Si continua a parlare della crisi del tennis maschile …

Peccato, perché alcuni anni fa riuscivamo ad avere buoni giocatori che, anche se non erano al top della classifica, facevano sempre discreti risultati, come Canè, Camporese…

Ci vorrebbe un nuovo Panatta…

E’ quello che spero anch’io. Sto aspettando ormai da tempo che qualche tennista italiano possa superare i miei risultati…

Lei è stato un po’ un simbolo dello sport e della vita dell’Italia. Mimmo Calopresti le ha dedicato anche un film – documentario, “La maglietta rossa”…

Si parla della finale di Coppa Davis del 1976 tra Cile e Italia e di quel periodo storico. Io stesso cercai di contestare il regime dittatoriale di Augusto Pinochet, indossando nella finale di doppio con Paolo Bertolucci una semplice maglietta rossa, come segno di protesta verso quel governo che aveva commesso tante atrocità.. Un modo per dimostrare il mio impegno civile.

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