Polonia: costretta a violenze dal marito e dai suoi fratelli
Polonia: costretta a violenze dal marito e dai suoi fratelli
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Polonia: costretta a violenze dal marito e dai suoi fratelli

Condannato a 25 anni di carcere "il polacco Josef Fritzl" che ha tenuto segregata in una cantina la moglie per 4 anni, costretta a violenze e soprusi.

Dopo quattro anni di abusi, violenze e trattamenti inumani una donna ottiene un po’ di giustizia. Il marito, soprannominato “il polacco Josef Fritzl”, è stato infatti condannato a 25 anni di carcere per aver imprigionato la moglie “in una cantina fredda e buia, in cui le è stata negata la possibilità di prendersi cura della sua igiene personale e la possibilità di occuparsi dei suoi bisogni fisiologici”, come già sentenziato nel 2017 nel processo di primo grado.

“Il polacco Josef Fritzl”

L’orrenda vicenda è accaduta nel piccolo villaggio di Parszczyce, nel nord della Polonia, tra il 2006 e 2010, anno in cui la donna è riuscita a fuggire dal suo carnefice. Mariusz Sz, il marito, l’ha infatti tenuta segregata per quattro anni. Nel corso di questo periodo, la moglie è stata più volte picchiata e ripetutamente violentata. Inoltre è stata “costretta a mangiare con le mani legate in posizione inginocchiata” senza contare che “i pasti erano preparati in un modo che negava la sua dignità” tanto che fu obbligata anche a ingerire panini ripieni di sperma.

In base alle prove raccolte, inoltre, si è scoperto che l’uomo vendeva la moglie per circa 4,5 euro ai suoi due fratelli e a un amico, permettendo a questi di violentare la donna costretta a subire gli abusi sessuali con in testa una borsa di plastica.

I fratelli di Mariusz Sz, Andrzej e Marian, insieme al loro amico Tadeusz sono stati quindi accusati di violenza sessuale aggravata dallo stato di prigionia della vittima.

Ognuno rischia una pena fino a 15 anni di carcere, se saranno ritenuti colpevoli. Il loro processo è ancora in corso. Stando ai media locali l’indagine sul caso, che ricorda quello di Fritzl dove un padre in Austria ha tenuto imprigionata la figlia per 24 anni, non sarebbe partita subito perché la donna non sarebbe stata immediatamente creduta.

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