Stati Uniti: fratellini di 1 e 3 anni annegano nella piscina di casa
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Stati Uniti: fratellini di 1 e 3 anni annegano nella piscina di casa

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Interrogata la zia 16enne, cui erano stati affidati i piccoli. La polizia indaga ora sulla dinamica dei fatti.

Dramma in Pennsylvania, negli Stati Uniti, dove due fratellini di 1 e 3 anni sono morti nella piscina di casa. Sotto shock la famiglia, che non riesce a spiegarsi come sia accaduto l’evento: a lanciare l’allarme la nonna, accortasi dei corpi in acqua. La polizia indaga sulla dinamica dei fatti.

Distrutta una famiglia in Pennsylvania

Tragedia nella contea di Fayette, in Pennsylvania, Stati Uniti, dove mercoledì 17 luglio due fratellini di 1 e 3 anni sono morti annegati nella piscina di casa. I familiari non trovano spiegazioni: Hunter George Smith e Hayden Lewis Smith stavano giocando nella vasca in cortile a Uniontown quando si è verificato il terribile incidente. Accortisi dell’accaduto, i nonni e gli zii, che si trovavano nei dintorni, hanno prontamente chiamato i soccorsi. I paramedici, accorsi sul luogo, hanno provato a rianimare i corpicini dei piccoli, ma per loro due non c’era più nulla da fare. Il loro decesso è stato dichiarato una volta arrivati in ospedali.

Sotto la responsabilità degli zii adolescenti

Forse un momento di distrazione fatale, tanto è bastato poiché la tragedia si compiesse.

I bambini erano sotto la custodia dei nonni, che, assentatisi qualche ora, avevano affidato la cura dei piccoli agli zii adolescenti. Interrogata la giovane ragazza di 16 anni, quest’ultima avrebbe raccontato alle forze dell’ordine di aver provato a mettere a letto i piccoli, quando i due sarebbero scappati mettendosi a correre. Persi di vista per qualche minuto, sarebbero stati poi stati i nonni – rientrati, ad accorgersi dei due corpi vestiti in acqua, lanciando dunque l’allarme. La polizia ha avviato delle indagini per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.


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Lavinia Nocelli
Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.