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Coronavirus, in Cina riaprono i mercati della carne

Cani, gatti e animali selvatici riprenderanno ad essere macellati nei mercati della carne in Cina, che erano chiusi per via del Coronavirus.

Coronavirus, in Cina riaprono i mercati della carne
Riaprono in Cina i mercati della carne e animali selvatici, nonostante il rischio Coronavirus.

Non c’è mai fine all’orrore. In piena emergenza globale da Coronavirus, in Cina riaprono i mercati della carne dove si vendono cani, gatti, pipistrelli e altri animali selvatici. Le cose, insomma, sembrano essere tornate alla normalità nelle zone di Guilin e Dongguan, eppure il Paese sembrava temere i contagi di ritorno.

Riaprono i mercati della carne in Cina

A denunciare l’accaduto, alcuni corrispondenti del Daily Mail in Cina. Nei mercati della carne di Guilin e Dongguan si può trovare davvero di tutto, da mangiare per strada o portare a casa: cani, gatti, conigli, anatre ma anche animali selvatici molto particolari come pangolini e pipistrelli.

Cina, mercato della carne

La terribile peculiarità di questi posti non è solo la varietà della vendita, ma il modo in cui vengono uccisi gli animali. Risparmiandoci i dettagli, basti sapere che per tradizione questi non vengono storditi prima di essere macellati.

Le condizioni igieniche lasciano a desiderare, come quelle in cui vengono tenute le vittime del mercato.

Coronavirus, bracconaggio e sofferenze

Durante il picco della pandemia Coronavirus in Cina, il consumo di animali esotici era stato dichiarato illegale e tutti i mercati della carne hanno subìto una sospensione, temporanea. Non si parla solo di un consumo alimentare, ma anche medicinale secondo la tradizione cinese.

Oltre ai rischi per la salute che comporta il consumo di animali selvatici, ad esso collegato c’è il dramma del bracconaggio. Secondo le Nazioni Unite, il business generato da questa moda comporta una grave perdita in termini di biodiversità: parliamo di un giro d’affari tra i 7 e i 23 miliardi di dollari l’anno. Il United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC), riporta di almeno 7mila specie minacciate dalla caccia e commercio illegale nel mondo.

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine.


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Mariagrazia
31 Marzo 2020 17:53

Ma dico sono persone ho animali?cani gatti e altri, sono amici degli uomini lo vogliamo capire si ho no

Gilberto
31 Marzo 2020 20:41

Ma la violenta crocifissione a Zaia,non è stata troppo affrettata?

Gravina Emanuele
31 Marzo 2020 21:31

Dato che la responsabilità come appurato dalla stragrande maggioranza delle persone è della Cina proprio per questi mercati dove la sporcizia la fa da padrone .ho visto oltre a pipistrelli pangolini etc..topi grossi come gatti…che hanno diffuso nel mondo il virus non capisco perché non debbano pagare i danni a tutte le nazioni contagiati per crimini contro k umanità


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Cecilia Lidya Casadei

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine.

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