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Abusi in un orfanotrofio dell’Africa, condannato missionario pedofilo

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Gregory Dow dovrà affrontare una condanna di 16 anni dopo aver abusato ripetutamente delle ragazze del suo orfanotrofio: complice la moglie.

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Condanna per un missionario in Africa dopo gli abusi nel suo orfanotrofio. La moglie lo copriva, fornendo contraccettivi alle vittime.

Abusi di un missionario nell’orfanotrofio

Un missionario 61enne di origine americana avrebbe abusato ripetutamente in Africa di 4 ragazzine dall’età di 11 anni.

La moglie complice delle violenze era con lui in un orfanotrofio a Boito, in Kenya. Lo stupratore Gregory Haynes Dow, costruttore di quello stesso orfanotrofio, deve affrontare una condanna di 16 anni.

Gli abusi

Secondo l’accusa, Dow ha abusato delle ragazze tra il 2013 ed il 2017. Le ragazze, due di 11 anni, un’altra di 12 ed un’altra di 14, venivano portate dalla moglie di Gregory, Mary Rise Dow, in clinica per impianti di dispositivi del controllo delle nascite.

Questo strumento serviva per permettere all’uomo di “perpetrare questi crimini senza timore che l’abuso potesse trasformarsi in gravidanza“, come ha dichiarato l’accusa. L’uomo ha deciso di patteggiare dichiarandosi colpevole.

La storia del pedofilo

La coppia è arrivata in Africa nel 2008 con la volontà di costruire un orfanotrofio.

Nel 2017 due ragazze, una di 12 e l’altra di 13, hanno presentato una denuncia per molestie. Il giorno seguente alla denuncia gli investigatori si sono presentati nella struttura ma non c’erano. Due settimane dopo è stato emesso un mandato di cattura per Gregory Dow, oltre alla domanda di estradizione dopo il suo rientro a New York. Nel 2018 Dow si è detto innocente ed aveva raccontato che un dipendente dell’orfanotrofio aveva convinto le vittime a mentire.

L’arresto è avvenuto solo nel luglio 2019. Secondo una ricostruzione, nel 1996 l’americano era stato condannato per aver tentato di violentare un adolescente. La moglie, nel 2019 ha ricevuto una condanna ad un anno di carcere per aver aiutato il marito o a pagare una multa di 500 dollari. Ha scelto di tornare negli Stati Uniti.

Vive a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Ha una laurea in arti visive, musica e spettacolo, un master in giornalismo e comunicazione ed uno in organizzazione e promozione di Festival ed eventi musicali. Ha studiato canto e pianoforte, incidendo un album e partecipando a premi nazionali come il Premio Mia Martini. Appassionata di spettacolo, televisione e musica italiana, da anni segue il Festival di Sanremo nonché manifestazioni sul territorio concernenti le arti visive.


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dellelmodiscipio

Beh, i ribelli del Kenia definiti terroristi fanatici nel caso di Silvia Romano sono in lotta contro il loro governo erede del regime coloniale inglese coi suoi missionari. Un po’ di analogia con Montanelli e la sua sposa bambina. Ruderi dell’impero romano come le ville di Pompei e il Colosseo.


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Annalibera Di Martino

Vive a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Ha una laurea in arti visive, musica e spettacolo, un master in giornalismo e comunicazione ed uno in organizzazione e promozione di Festival ed eventi musicali. Ha studiato canto e pianoforte, incidendo un album e partecipando a premi nazionali come il Premio Mia Martini. Appassionata di spettacolo, televisione e musica italiana, da anni segue il Festival di Sanremo nonché manifestazioni sul territorio concernenti le arti visive.

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