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Covid: cosa succede mixando tra loro i vaccini

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Il Regno Unito ha considerato ‘ragionevole’ l’ipotesi di mixare tra loro vaccini diversi per assumere entrambe le dosi previste dalla campagna vaccinale.

Regno Unito

Per contrastare la pandemia causata dal coronavirus, sono stati sviluppati numerosi vaccini da differenti case farmaceutiche distribuite in molteplici aree del mondo. Alcuni dei farmaci sintetizzati sono stati già distribuiti in varie nazioni mentre altri farmaci verranno distribuiti a breve.

Molti governi e cittadini, pertanto, si stanno chiedendo se sia possibile sottoporsi alla seconda dose di vaccino facendosi iniettare un prodotto diverso rispetto a quello utilizzato per la prima inoculazione. La questione è sorta in seguito alla possibilità che le scorte somministrate durante la prima fase della campagna vaccinale possano esaurirsi e, quindi, risultare non disponibili per il secondo richiamo.

Regno Unito: l’ipotesi di mixare i vaccini

La nazione che, per prima, si è interrogata circa la possibilità di mixare i vaccini è stata la Gran Bretaglia: il paese, infatti, ha ricevuto le prime forniture a dicembre da parte della Pfizer-BioNTech ma, a partire da lunedì 11 gennaio, approderanno nel Regno Unito anche le prime scorte di vaccino AstraZeneca.

Le forze politiche inglesi, quindi, stanno valutando l’ipotesi di mixare i sieri qualora il numero di vaccini Pfizer destinato al secondo richiamo non dovesse rivelarsi sufficiente a coprire tutti i soggetti che vi si dovranno sottoporre.

Il governo britannico, a questo proposito, ha dichiarato che alternare due differenti prodotti vaccinali potrebbe rivelarsi una possibilità «ragionevole» poiché «offrire una dose del prodotto disponibile localmente per completare il programma è un’opzione da preferire se è probabile che l’individuo sia ad alto rischio immediato».

Il parere della dottoressa inglese Mary Ramsay

La posizione espressa dal Regno Unito, tuttavia, è stata fermamente criticata dalla medicina internazionale. La dottoressaMary Ramsay, a capo del programma vaccinale varato dalla sanità pubblica inglese, ad esempio, ha diramato tramite la Cnn il seguente avvertimento: «Non consigliamo di miscelare i vaccini per il Covid-19: se la prima dove è il vaccinoPfizer non si dovrebbe ricevere il vaccino AstraZeneca per la seconda dose e viceversa». L’esperta, però, ha anche ammesso che una simile procedura potrebbe essere rivelari valida in casi di particolare emergenza: «Ci possono essere occasioni estremamente rare in cui lo stesso vaccino non è disponibile o in cui non si sa quale vaccino abbia ricevuto il paziente. Dovrebbe essere fatto ogni sforzo per somministrare lo stesso vaccino, ma dove ciò non è possibile è meglio dare una seconda dose di un altro vaccino piuttosto che non effettuare il richiamo».

L’opposizione manifestata dagli esperti degli Stati Uniti

L’esempio fornito dal Regno Unito è stato seguito dalla Scozia mentre il Galles si è mostrato in disaccordo con la decisione di mescolare i prodotti.

Oltre al Galles, dal modello inglese hanno preso drasticamente le distanze anche gli Stati Uniti. Gli esperti americani, infatti, hanno ribadito l’assenza di studi che confermino l’efficacia e la sicurezza di pratiche che mixino i vaccini. I professionisti afferenti al Centers for Disease Control and Prevention, pertanto, sono intervenuti rispetto alla questione sottolineando fermamente che i vaccini sinora autorizzati «non sono intercambiabili» e che le conseguenze di tali procedure potrebbero causare situazioni sconosciute e di portata non valutabile.


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