Il caso di Federica Torzullo, uccisa ad Anguillara Sabazia tra l’8 e il 9 gennaio, torna al centro delle indagini dopo i risultati dell’autopsia. Le nuove evidenze medico-legali ridisegnano la cronologia del delitto e mettono in discussione la versione fornita dal marito, attualmente detenuto, aprendo a uno scenario investigativo più complesso.
Federica Torzullo uccisa dal marito Claudio Carlomagno ad Anguillara Sabazia
Secondo la nuova ricostruzione investigativa, come riportato dal Corriere della Sera, l’azione sarebbe avvenuta all’interno dell’abitazione familiare mentre il figlio della coppia si trovava fuori casa. Dopo l’aggressione, Carlomagno avrebbe ripulito la scena e successivamente spostato il corpo della moglie, che avrebbe anche subito un tentativo di combustione. Il cadavere sarebbe stato poi trasportato a bordo della Kia dell’uomo verso un terreno poco distante, riconducibile alla sua attività imprenditoriale nel settore delle ristrutturazioni.
In quell’area, secondo quanto emerso dal Corriere, il corpo sarebbe stato occultato in una buca scavata con mezzi meccanici, verosimilmente una ruspa. Lo scenario che si delinea è quello di una gestione successiva al delitto che, per gli inquirenti, potrebbe suggerire una pianificazione incompatibile con l’ipotesi del “raptus la mattina dopo” riferita dall’indagato in sede di confessione.
Il marito della vittima, assistito dall’avvocato Andrea Miroli, è attualmente detenuto. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Civitavecchia, guidata da Alberto Liguori, e affidate ai carabinieri. Nel frattempo, la vicenda ha già prodotto ulteriori strascichi familiari: il figlio della coppia sarebbe stato affidato ai nonni materni, mentre nei giorni successivi al delitto i nonni paterni si sono tolti la vita, aggravando ulteriormente il quadro umano di una vicenda già segnata da più tragedie intrecciate.
Federica Torzullo uccisa ad Anguillara Sabazia: l’autopsia smentisce la ricostruzione del marito
L’esame autoptico sul corpo di Federica Torzullo, uccisa ad Anguillara Sabazia tra l’8 e il 9 gennaio, modifica in modo significativo la ricostruzione dell’omicidio. Stando alle indiscrezioni del Corriere della Sera, la donna, colpita da 23 coltellate, pare sia stata aggredita la sera dell’8 gennaio e non la mattina successiva, come invece avrebbe sostenuto il marito Claudio Carlomagno, oggi in carcere con l’accusa di femminicidio.
A orientare gli inquirenti verso questa nuova collocazione temporale sarebbero alcuni elementi biologici riscontrati sul corpo, in particolare residui definiti «fibre vegetali», compatibili con una dinamica avvenuta nelle ore serali, dopo cena. Un dettaglio che colloca l’aggressione nel “dopocena” e che entra in contrasto con la versione dell’indagato, il quale avrebbe parlato di un evento maturato il mattino seguente. Gli accertamenti medico-legali stanno quindi ridisegnando la sequenza delle ultime ore di vita della donna.