Fossette di Venere: perché si chiamano così
Fossette di Venere: perché si chiamano così
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Fossette di Venere: perché si chiamano così

Descrizione della formazione di questa particolare caratteristica fisica. Le spiegazioni hanno origini fino nella mitologia greca.

Le cosiddette fossette di Venere sono i due incavi paralleli sul fondo della schiena, sopra ai glutei. Le fossette di Venere sono di origine genetica ed è molto difficile averle se non si nasce con questa determinata caratteristica. Prendono il nome dalla dea romana Venere, Afrodite nella mitologia greca. Venere era la dea dell’amore, della fertilità, della pace e della bellezza.

Come e perché si formano

Si formano quando non c’è la presenza del muscolo vicino ai glutei e sono quindi una parte del corpo molto particolare, caratteristica di una peculiare conformazione fisica. Le fossette di Venere si crano quando la zona lombare della schiena presenta delle rientranze a causa dell’assenza di tessuto muscolare in quell’area specifica, per cui lo strato epidermico vi aderisce, abbassandosi in corrispondenza di tale dislivello. La pelle fa così presa nel tessuto connettivo presente, creando i suddetti incavi.

Altro elemento che fa si che si creino le fossette, è la presenza circostante e localizzata di un lieve strato di adipe, caratteristica molto femminile e sensuale che enfatizza l’effetto delle rientranze di tali fossette.

Infatti, una piccola quantità di grasso nel corpo di una donna, in prossimità delle natiche, arrotonda e ammorbidisce piacevolmente la silhouette. Tale forma fisica qui descritta, è oggi diventata una tendenza cult: tutte le fanciulle vorrebbero fondoschiena rotondi, formosi, preceduti da graziose fossette; per questo, negli ultimi anni, il ricorso alla chirurgia plastica per ingrandire armoniosamente i glutei è stato sdoganato e si è diffuso enormemente tra le scelte estetiche delle donne di tutto il pianeta.

Venere secondo la tradizione, nella mitologia e nell’arte

Le fossette di Venere, sono da sempre un segno di bellezza. Per i Greci, questa dea era Afrodite, per gli Egiziani, Iside e per i Fenici, Astrate. Secondo la mitologia, Venere è la figlia di Cielo e Mare (ovvero di Urano e Gaia), infatti Venere si narra sia nata dalla schiuma delle acque marine; ma è anche conosciuta come una delle figlie di Zeus, avuta con Dione, dea degli Oceani.

Soggetto di tante opere d’arte, è stata rappresentata sia nella pittura che nella scultura. Alcuni esempi sono la Venere di Milo, la Venere di Morgantina e la nascita di Venere del Botticelli, come si può osservare qui sotto.

La nascita di Venere

Venere era amata e venerata anche per alcuni dettagli che la contraddistinguevano curiosamente, sette difetti – se così li vogliamo chiamare – che la rendevano unica.

  1. Un leggero strabismo.
  2. Le fossette sul fondoschiena.
  3. I capelli con un colore diverso all’attaccatura.
  4. Il secondo dito del piede più lungo dell’alluce.
  5. Le rughe sulla circonferenza del collo.
  6. Le linee addominali oblique.
  7. Il dito medio più lungo del palmo della mano.

Trucchi per valorizzare le fossette

Le fossette di Venere sono una caratteristica rara, che tante donne vorrebbero sul proprio corpo. E’ impossibile riprodurle artificialmente, ma con un buon esercizio fisico e una sana dieta, le fossette di Venere possono essere valorizzate. Le spiegazioni circa la presenza di questa peculiarità fisica sono connesse alla sfera dell’attrazione, dell’erotismo e della sessualità, motivo che le rende ancora più desiderabili da uomini e donne.

Se non volete ricorrere a interventi invasivi, sappiate che esistono programmi di allenamento che possono concentrarsi sull’obiettivo di valorizzare questa parte del corpo. Per esempio, con “l’esercizio Superman dovrete sdraiarvi a pancia in giù e con le braccia distese davanti; il vostro impegno starà nel sollevare il più possibile da terra le gambe, usando i muscoli della schiena. Ricordate che quando sarete in palestra a svolgere questo esercizio nel corso del vostro training, dovrete farlo durare circa trenta secondi, e ripeterlo almeno tre volte per ogni allenamento.

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