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Giornalista ucciso in Messico, aveva 47 anni: è il secondo in meno di una settimana

Un giornalista è stato ucciso nel parcheggio di un supermercato in Messico: l'omicidio avviene a tre giorni dall'assassinio di un altro cronista.

Giornalista ucciso messico

Dramma in Messico, dove il giornalista Ricardo Lopez del media online InfoGuaymas è stato ucciso dopo aver ricevuto diverse minacce a causa del suo lavoro. L’omicidio è avvenuto nello stato di Sonora, nel nord del paese, a pochi giorni di distanza da quello di un collega nel Michoacán.

Giornalista ucciso in Messico

La tragedia è avvenuta nel pomeriggio di giovedì 22 luglio nel parcheggio di un supermercato. L’uomo, che ha compiva 47 anni proprio quel giorno, aveva denunciato in una conferenza stampa di aver ricevuto minacce dalla criminalità organizzata a marzo 2021. “Esercitare il giornalismo a Guaymas è altamente rischioso. Sebbene io abbia già denunciato, mi sono arrivate ancora minacce“, aveva sottolineao.  

Il procuratore generale dello Stato di Sonora ha confermao di aver avviato l’indagine e indicato che informerà l’Ufficio del procuratore speciale per porre maggiore attenzione ai crimini commessi contro la libertà di espressione trattandosi di un attacco contro un giornalista.

Si tratta del secondo omicidio di un cronista in meno di una settimana e del settimo comunicatore giustiziato nel Paese dall’inizio dell’anno. 

Giornalista ucciso in Messico: chi era 

López è stato presidente dell’Associazione metropolitana dei giornalisti indipendenti di Guaymas ed Empalme, nel nord del Messico. Prima di assumere la direzione del portale InfoGuaymas, l’uomo aveva lavorato per la rete Televisa a Sonora e nei giornali locali.

Le minacce nei suoi confronti erano iniziate ad arrivare tramite e-mail e messaggi di testo dopo che sul suo sito web aveva denunciato la scomparsa del reporter sonorano Pablo Felipe Romero, di cui si sono perse le tracce all’inizio dell’anno.  

Giornalista ucciso in Messico: un attacco ogni 13 ore 

La violenza contro i giornalisti in Messico è sempre più frequente. Secondo le statistiche ogni 13 ore c’è un attacco ad un operatore dei media nel paese.

I crimini nei confronti Abraham Mendoza, assassinato lunedì 20 luglio nel Michoacán e quello di López a Sonora si aggiungono alla lista nera che ha reso il Messico uno dei paesi più pericolosi al mondo per la stampa. Solo sei settimane,a metà giugno, era stato assassinato Gustavo Sanchez da parte di da uomini armati nello stato meridionale di Oaxaca.

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