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Governo, Monti lancia la fase 2

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Vacanze finite per il Governo, è giunto il momento di lanciare la “Fase 2”. Una seconda fase che Monti si è affrettato a far sapere ha già avuto inizio. La Manovra, adesso, entra nel vivo. Il cdm è stato convocato perle ore 15 di oggi.

All’ordine del giorno le “indicazioni del presidente del Consiglio sul programma di lavoro delle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri”. La scaletta è fitta: riforma del mercato del lavoro, liberalizzazioni, spending review. Quella delle Liberalizzazioni sembra essere una questione quasi più delicata della Riforma del Lavoro. Gasparri (PDL), nei giorni scorsi, ha avvertito Monti su questo punto e lo ha messo in guardia da ”colpi di mano unilaterali”. I quali ”creerebbero una forte tensione e, soprattutto se rivolti ad alcune categorie, accentuerebbero le tensioni sociali e non faciliterebbero la vita del governo”.

Operazione fondamentale sarà la razionalizzazione della spesa. Con lo spending review si mira a superare la logica dei tagli lineari e all’eliminazione di sprechi ed inefficienze, per poter recuperare risorse da destinare al taglio delle tasse e alla crescita. Il ministro Corrado Passera, infine, sta lavorando al pacchetto infrastrutture per far ripartire le opere considerate strategiche e prioritarie ma attualmente ferme a causa di intoppi procedurali e autorizzativi, per ritardi nell’affidamento delle gare e che rischiano anche la revoca dei finanziamenti.

Il responsabile Economia del Pd Stefano Fassina, sottolinea: “Il governo Monti è per noi una opportunità per modificare innanzitutto la politica economica imposta dalla Germania all’area Euro che sta portando al naufragio non solo noi ma la moneta unica e il sogno stesso dei fondatori della Ue. Sosteniamo lealmente il governo perchè la posta in gioco è la ricostruzione delle condizioni di civiltà del mondo del lavoro” ma, detto questo, “è chiaro che quello del Governo Monti non è il nostro programma – conclude – il tasso di riformismo del Pd, che è nato nel 2007 e non con il governo Monti, non si misura in un’accettazione senza sè e senza ma di misure che risentono di un’esigenza di bilanciamento” come quelle dell’attuale governo tecnico”.

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