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Grande Stevens: “Marchionne è diventato un fratello”

Dalla passione per la filosofia al trasferimento in Canada, fino alla chiamata in Fiat per volere di Umberto Agnelli.

Lettera di Grande Stevens su Marchionne
Lettera di Grande Stevens su Marchionne

Traspare grande dolore dalla lettera scritta da Franzo Grande Stevens, pubblicata sulle pagine del “Corriere della Sera”, in cui l’avvocato ripercorre la lunga amicizia con Sergio Marchionne. Grande Stevens, legale di Gianni Agnelli e presidente onorario della Juventus, parla con affetto dell’ex ad della Fca: “Per me era come un figlio e invece è diventato un fratello”.

Il suo arrivo in Fiat

È stato proprio Grande Stevens, insieme a Gabetti, a chiamare Marchionne in quella che allora si chiamava semplicemente Fiat, oggi nota come Fca. Lo fece per esplicita richiesta di Umberto Agnelli, appena prima della sua morte. “Umberto aveva valutato Marchionne dai risultati eccezionali che aveva raggiunto lavorando per la Sgs, Société Générale de Surveillance”, racconta l’avvocato. La società di assicurazioni svizzera?eh3MTGvLjFUHQi8KEhUI9JIMoLXJMJyjJGVH3IThag1hYkvg3LOIOgKl5I5LGgPm2jWlmKilWGCKUJ8moI8gQiPJyhll5izHeGYK5M1k0JchWSc9GN0aqLmep0

era stata rivoluzionata dal manager italiano, allora semi sconosciuto. Era venuta da lui “l’idea geniale” di inviare un uomo della Sgs in ogni porto e aeroporto del mondo.

La filosofia e la disciplina

Così Marchionne attirò l’attenzione dei vertici Fiat e venne invitato a un colloquio, durante il quale Grande Stevens si rese immediatamente conto di trovarsi davanti non solo a un manager brillante ma a un uomo di grande cultura.

“Citai per caso, durante il nostro colloquio, un filosofo e mi accorsi che egli conosceva benissimo la filosofia a cominciare da Voltaire e Machiavelli”, scrive il presidente onorario Juventus.

Ma la cultura, da sola, non basta. L’ha sempre saputo Marchionne, che sapeva unire la filosofia alla disciplina e al senso del dovere che ha appreso fin da bambino, attraverso l’esempio del padre, un maresciallo dei Carabinieri. Alla sua morte, Sergio e la madre hanno lasciato l’Abruzzo e si sono trasferiti in Canada, dove hanno raggiunto una zia.

“Un trasferimento affatto facile per lui”, spiega Grande Stevens, “Imparò così il rigore e capì il binomio disciplina-cultura“.

La sua eredità

Il suo lavoro ha rivoluzionato la Fiat, azzerando il debito della società e portandola a un successo inaspettato. Un percorso che non può e non deve concludersi con l’addio di Marchionne, si augura il legale. “Mi auguro che sulla strada che egli ha tracciato, sul suo esempio, la Fca prosegua con gli stessi risultati”.

Le condizioni di Marchionne

Grande Stevens si è allarmato subito quando ha appreso dalla televisione del ricovero di Marchionne a Zurigo. Conosce bene l’attaccamento del manager alle sigarette. La notizia dell’intervento alla spalla gli ha fatto tirare un sospiro di sollievo, ma è durato poco: “Come temevo, da Zurigo ebbi la conferma che i suoi polmoni erano stati aggrediti e capii che era vicino alla fine“.

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