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Green pass per gli ospedali: proposti percorsi differenziati per negativi, casi sospetti e positivi

Potrebbe arrivare il green pass per gli ospedali. Sono stati proposti percorsi differenziati per negativi, casi sospetti e positivi.

Ospedale

I medici hanno proposto un sistema “a semaforo” per gli ospedali, sul modello di quello che viene usato per consentire gli spostamenti tra Regioni. Si tratta di un meccanismo che prevede percorsi diversi per i vari pazienti

Green pass per gli ospedali: la proposta dei medici

I medici hanno proposto un meccanismo che preveda percorsi e strutture “verdi” per pazienti negativi in possesso del “green pass“, gialli per i casi sospetti e rossi per i positivi. Un’idea della Federazione dei medici internisti ospedalieri (Fadoi), che ha stilato un elenco di 10 raccomandazioni “per evitare il propagarsi di focolai all’interno degli ospedali come accaduto nella prima ondata un anno fa“.

Lo scopo è quello di rendere sicure le strutture sanitarie per tutti i tipi di pazienti, visto che durante la pandemia si è registrato un calo delle prestazioni offerte.

Il meccanismo non può reggere senza la copertura vaccinale del sistema sanitario. Alcune fonti dell’Ue e dell’Ema hanno fatto sapere che potrebbe arrivare una terza dose di richiamo. 

Green pass per gli ospedali: le parole della Fadoi

Dario Manfellotto, presidente della Fadoi, ha spiegato che nelle ultime settimane si è registrato un calo dei ricoveri per Covid e ora bisogna riprendere ad assistere i 600mila pazienti che sono stati tagliati fuori dalle cure ospedaliere a causa della pandemia.

Ormai c’è una ventata di ottimismo che condivido pienamente, ma questo non deve farci credere che sia tutto finito. I vaccini ci stanno aiutando e l’immunità diffusa non è lontana. Però l’entusiasmo di adesso non deve diventare incoscienza, e dobbiamo abituarci a pensare che con il virus dovremo convivere a lungo, mantenendo l’attenzione e le cautele necessarie” ha spiegato Manfellotto

Per farlo occorrerà mettere in atto alcune raccomandazioni e anche per questo il modello ospedale va ripensato. Magari partendo dalle idee dell’architetto Renzo Piano di ospedali del futuro flessibili, moderni e a misura d’uomo, capaci di trasformarsi e dai quali rilanciare un nuovo Umanesimo. Ed anche facendo tesoro dell’esperienza maturata in quest’anno di pandemia, che ha visto noi internisti collaborare fianco a fianco con gli altri specialisti in una gestione integrata dell’area medica. Superando di fatto i tradizionali sbarramenti tra reparti ospedalieri, a vantaggio di una presa in carico a 360 gradi del paziente” ha aggiunto. 

Green pass per gli ospedali: le 10 raccomandazioni di Fadoi

Fadoi ha stilato 10 raccomandazioni molto importanti. Le regole sono:

  1. Garantire la presa in carico di tutti i pazienti, con abbattimento delle liste di attesa;
  2. Mantenere la massima protezione per operatori sanitari e utenti;
  3. Informare i cittadini che è più alto il rischio di portare il Covid dall’esterno dell’Ospedale piuttosto che prenderlo al suo interno;
  4. Raccomandare ai cittadini di non recarsi in ospedale in caso di sospetto contagio, ma nei centri Covid di riferimento, seguendo le indicazioni del medico e dei servizi sanitari regionali;
  5. Realizzare reti digitali e telefoniche di smistamento dei pazienti;
  6. Evitare che nei collegamenti tra strutture e servizi del SSN prevalga la burocrazia sull’efficienza;
  7. Creare ospedali a fisarmonica, dove non si paralizzi l’attività dei reparti per la presenza di pazienti Covid, garantendo elasticità per adeguarsi alle esigenze e reparti di terapia semintensiva per limitare il ricorso alla terapia intensiva;
  8. Mettere a punto un sistema “a semaforo” per gli ospedali;
  9. Garantire maggiore unità tra Governo e Regioni nella stesura di linee guida e protocolli;
  10. Mantenere un rapporto medico paziente costante ed empatico, usando tutti gli strumenti possibili.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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