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Groenlandia, la mossa a sorpresa di Trump: "Accordo con la Nato, niente dazi"

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Il presidente Donald Trump ridisegna il dossier Groenlandia e congela i dazi dopo il confronto con la Nato. Ecco gli aggiornamenti.

La Groenlandia torna al centro dello scontro geopolitico tra Stati Uniti ed Europa, intrecciando sicurezza internazionale, interessi strategici nell’Artico e tensioni economiche. A Davos, Donald Trump ha rilanciato le ambizioni americane sull’isola, alternando avvertimenti e aperture diplomatiche, fino all’annuncio di un’intesa con la Nato che segna una momentanea svolta nei rapporti transatlantici.

Davos, tra minacce e messaggi politici

A Davos Donald Trump si è presentato con un intervento durato 72 minuti, costruito tra attacchi all’Europa, autocelebrazioni e pressioni esplicite sulla Groenlandia. Dal palco del World Economic Forum ha ribadito che gli Stati Uniti stanno vivendo “la più grande crescita economica di sempre” e si è rivolto a una platea che ha definito composta da “amici e qualche nemico”.

Non sono mancati affondi contro l’Unione europea, l’ex presidente Joe Biden e il governatore della Fed Jerome Powell, oltre a ironie personali rivolte a leader come Emmanuel Macron. Il passaggio più delicato ha riguardato l’isola artica: Trump ha insistito sulla centralità strategica della Groenlandia per la sicurezza globale, escludendo però l’opzione militare. “Non devo usare la forza, non voglio usare la forza, non userò la forza”, ha dichiarato, pur accompagnando l’apertura al dialogo con un avvertimento diretto agli alleati: “Potete dire sì e noi ne saremo molto grati, oppure potete dire no e ce ne ricorderemo”. Tono duro, ma sufficiente a rassicurare i mercati, che hanno reagito positivamente alle sue parole.

Groenlandia, svolta improvvisa di Trump: “Accordo con la Nato, niente dazi”

La vera svolta è arrivata in serata, quando Trump ha annunciato sui social un’intesa definita “storica” con la Nato. Dopo un incontro con il segretario generale Mark Rutte, il presidente ha parlato di “quadro di un futuro accordo sulla Groenlandia e, di fatto, sull’intera regione artica”, spiegando che, grazie a questo passo, non scatteranno i dazi previsti dal 1° febbraio contro i Paesi europei. “Abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo, è un accordo che durerà per sempre”, ha scritto, collegando l’intesa anche ai negoziati sul sistema di difesa missilistico Golden Dome e allo sfruttamento delle risorse minerarie.

La Nato ha confermato che i colloqui proseguiranno tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia con l’obiettivo di impedire a Russia e Cina qualsiasi presenza strategica nell’area. Da Copenaghen sono arrivati segnali di cauta soddisfazione: il ministro degli Esteri danese ha parlato di “messaggi positivi”, ribadendo però che la sovranità e l’autodeterminazione del popolo groenlandese restano punti fermi. In un clima da montagne russe, Davos si è così chiusa con una tregua diplomatica e un accordo dai contorni ancora incerti, ma sufficiente a congelare lo scontro con l’Europa.