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Il sogno di una casa, poi botte, aborti forzosi e prostituzione

Nove condanne per un racket della prostituzione in Puglia

Il sogno di una casa, poi botte, aborti forzosi e prostituzione a cui venivano obbligate anche minorenni allettate da promesse di relazioni stabili

Il sogno di una casa, di una famiglia e dell’Italia come “terra promessa”, poi botte, aborti forzosi e prostituzione.

Sono state emesse nove condanne con rito abbreviato del Tribunale di Bari per un sanguinario giro di racket scoperto dai carabinieri e per il quale sono finiti indagati in 33. Secondo gli atti di quel dleicato processo le vittime, una cinquantina di donne, venivano “corteggiate, sedotte e portate in Italia con la promessa della felicità, di una famiglia e una vita agiata”.

Botte, aborti forzosi e prostituzione

Insomma, molti degli indagati erano protagonisti di un vero corteggiamento, poi però le vittime venivano costrette a prostituirsi e picchiate con violenza se si ribellavano.

E c’è di più: ci sono episodi censiti agli atti per cui molte ragazze venivano fatte abortire più volte, ed erano “segregate e sorvegliate a vista per impedirne la fuga”. Quel vergognoso giro di prostituzione includeva anche minorenni, prevalentemente rumene.

Le condanne del Gup anche per associazione

E in punto di diritto e secondo la presunzione di reato giunta a maturazione di prova in primo grado quel racket sarebbe stato gestito per anni da un gruppo di connazionali e di italiani.

In queste ore nei confronti di 9 dei 33 presunti responsabili di questo racket sono arrivate ieri le prime condanne. I media spiegano che la Gup Paola Angela De Santis ha “condannato i nove a pene comprese tra i 4 anni e 4 mesi di reclusione e i 16 mesi per sfruttamento della prostituzione”, per alcuni anche con il vincolo associativo semplice.