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Immunità di gregge in Lombardia, Signorelli (Cts): “Probabile non la si tocchi mai”

Il membro del Cts lombardo, Carlo Signorelli, ha dichiarato a proposito dell'immunità di gregge in regione: "Sicuramente non sarà raggiunta in tempi brevi ma è probabile non la si tocchi mai".

Lombardia

Il membro del Comitato tecnico scientifico (Cts) e professore ordinario di Igiene presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Carlo Signorelli, ha spiegato per quale motivo la Lombardia potrebbe non riuscire mai a raggiungere l’immunità di gregge contro il coronavirus.

Immunità di gregge in Lombardia, Signorelli (Cts): “Non si raggiungerà mai”

Nel corso di un’intervista rilasciata a La Repubblica, esaminando la situazione epidemiologica e vaccinale presente in Lombardia, il membro del Cts Carlo Signorelli ha rivelato che “alle condizioni attuali l’immunità di gregge non arriverà né a luglio, né ad agosto, né a settembre”. Il professore ha anche precisato che non solo l’immunità di gregge non sarà raggiunta nell’immediato futuro ma potrebbe anche accadere “che non la si tocchi mai”.

Secondo Signorelli, infatti, “stiamo camminando verso una fase endemica della malattia in cui il virus, in alcuni gruppi di persone, continuerà a circolare”.

In considerazione del raggiungimento dell’immunità di gregge annunciata dalla Regione Lombardia, quindi, il membro del Cts ha dichiarato: “Non voglio polemizzare con nessuno. Non lo faccio oggi con la Regione così come non l’ho fatto tempo fa con il presidente del Consiglio Draghi o con il generale Figliuolo, ma quello dell’immunità di gruppo al Covid oggi è un concetto non spendibile.

Non si fanno i vaccini ai bimbi sotto i dodici anni e la variante Delta è decisamente più contagiosa del virus originario: questi due fattori insieme allontanano molto la soglia di un’eventuale immunità”.

Immunità di gregge in Lombardia, Signorelli (Cts): la campagna vaccinale

Il professore, poi, si è espresso in merito all’andamento della pandemia e della campagna vaccinale, asserendo: “In questo nuovo scenario, la priorità di sanità pubblica è proteggere dalla malattia le persone più a rischio.

Mi riferisco alla quota non vaccinata degli ultrasessantenni, ma soprattutto ai fragili, anche non anziani. Bisogna vaccinare e stanare chi non ha ancora prenotato la prima dose: non necessariamente si tratta di no vax, per questo bisogna prenderli uno a uno dagli elenchi delle Ats o dei medici di base e chiamarli per fissare la puntura”.

Per quanto riguarda la ridefinizione dei parametri di rischio delle Regioni, invece, Carlo Signorelli ha ammesso: “Sì lo scenario è cambiato, ora non serve stressare troppo i monitoraggi sui nuovi infetti, ma serve un’analisi accurata dei casi più gravi. È necessario anche capire chi si ammala gravemente tra i vaccinati per valutare se e quando partire con una terza dose per anziani, fragili, personale medico sanitario e caregiver”.

Riflettendo su quali siano le fasce più esposte e più propense a contrarre l’infezione, il professore ha sostenuto: “Si infettano di più i giovani ma spesso sono asintomatici e non necessitano di ricoveri importanti nei reparti, mentre ad ammalarsi più gravemente sono, appunto, anziani, fragili e non vaccinati”.

Immunità di gregge in Lombardia, Signorelli (Cts): la nuova fase della pandemia

In considerazione della nuova fase della pandemia che l’Italia sta affrontando, il membro del Cts lombardo ha ribadito alla popolazione la necessità di essere prudenti, indipendentemente dal fatto che si abbia completato il ciclo vaccinale o meno.

A questo proposito, infatti, Signorelli ha spiegato: “L’invito alla cautela è per tutti perché non va comunque favorita la circolazione del virus. Chi è vaccinato con due dosi ha circa il 90 per cento di possibilità – la percentuale varia a seconda del vaccino – di non infettarsi e un dieci di infettarsi ma non in maniera grave. In alcuni casi anche un vaccinato può trasmettere il virus, quindi è giusto essere prudenti. Soprattutto al chiuso, perché è prevalentemente qui che sono scattati i focolai di cui si parla in questi giorni. A me preoccupano molto, ad esempio, gli assembramenti sui mezzi pubblici, sui treni dei pendolari. Sono queste le situazioni pericolose da tenere sotto controllo”.

Nel caso in cui un cittadino vaccinato scopra di essere entrato in contatto con un soggetto positivo, il professore ha ricordato quale dovrebbe essere la normale prassi da seguire: “Secondo la circolare del 16 maggio scatta la quarantenacon uscita legata ad un test negativo. Alla luce del nuovo scenario si potrebbe rivalutare questa disposizione, anche e soprattutto perché è largamente disattesa. Il mio non è un ‘liberi tutti’, serve sempre molta cautela, ma certe norme si possono rivalutare“.

In relazione alle mascherine usate dai cittadini, infine, Carlo Signorelli ha osservato: “Ecco, vedo troppe persone che portano quelle di stoffa e non va bene. Va privilegiata la chirurgica, con un utilizzo della Ffp2 nelle situazioni più critiche”.

Rettifica del 22 luglio

In riferimento a quanto riportato in una precedente versione di questo articolo, il professor Carlo Signorelli precisa di non aver mai smentito Regione Lombardia, all’interno dell’intervista pubblicata in data 20 luglio 2021 dal quotidiano la Repubblica. In merito alla difficoltà di raggiungere l’immunità di gregge, il professore ha infatti dichiarato: “Non arriverà né a luglio, né ad agosto, né a settembre. Sicuramente non sarà raggiunta in tempi brevi ma è probabile non la si tocchi mai”. La vice presidente di Regione Lombardia, Letizia Moratti ha invece dichiarato che “è possibile il raggiungimento dell’immunità di comunità”, che è cosa differente dalla immunità di gregge citata dal professore.

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