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Indagine Covid e Sanità, 15 mila medici italiani con sindrome da burnout

Secondo una recente indagine sul rapporto tra Covid e Sanità, è emerso che oltre 15 mila medici italiani presenta i sintomi della sindrome da burnout.

Indagine Covid e Sanità

Secondo una recente indagine sul rapporto tra Covid e Sanità, è emerso che oltre 15 mila medici italiani presenta i sintomi tipici della sindrome da burnout.

Indagine Covid e Sanità, 15 mila medici italiani con sindrome da burnout

L’Istituto Piepoli ha condotto per conto della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) l’indagine conoscitiva battezzata “La condizione dei medici a due anni dall’inizio della pandemia”.

L’indagine, che verrà presentata ufficialmente nella giornata di giovedì 21 aprile durante la Conferenza nazionale sulla “Questione Medica”, ha evidenziato che i medici italiani presentano sintoni compatibili con la sindrome da burnoutcome disturbi del sonno, stress, ansia, paura.

In particolare, è emerso che un medico di famiglia su dieci è stato colpito dalla sindrome da burnout, una guardia medica su quattro, il 4% degli ospedalieri e, infine, il 3% degli odontoiatri. In totale, si tratta di circa 15.000 medici in Italia ma il dato è sottostimato.

I dati scaturiti dall’indagine sono stati commentati dal presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, che ha spiegato: “I medici sono in difficoltà. Le criticità che già affliggevano la professione, la carenza di personale, i mancati investimenti, la mentalità aziendalista volta a far quadrare i bilanci più che a definire obiettivi di salute, sono state acuite dall’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia. È per sanare questo disagio, e per tornare protagonisti del Servizio sanitario nazionale nel momento cruciale della sua riforma, che un anno fa la Fnomceo, insieme ai sindacati medici, ha sollevato quella che abbiamo definito ‘la Questione medica’.

Oggi, ci ritroviamo qui, tutti insieme, per rivendicare il nostro ruolo, a livello professionale e sociale”.

Anelli, inoltre, ha aggiunto: “Secondo l’Istituto Piepoli, oltre 15mila medici e odontoiatri sono colpiti da burnout.  Un dato sicuramente sottostimato: secondo una metanalisi condotta su 55 studi pubblicati sui disturbi a carico dei medici dopo il primo anno di pandemia, una percentuale significativa di colleghi sta sperimentando alti livelli di sintomi di depressione e ansia.

La prevalenza di depressione e ansia nei sanitari è rispettivamente del 20,5% e del 25,8%”.

Anelli (Fnomceo): “Riconoscere la sindrome da burnout tra i medici some malattia professionale”

Il presidente della Fnomceo, infine, ha concluso il suo intervento, osservando: “Sorge spontanea a questo punto la domanda: chi cura i curanti? La perdurante mentalità aziendalista che pervade il nostro Ssn, tutta concentrata solo sui risultati economici, non ha permesso di mettere in atto iniziative tese a rilevare questo drammatico fenomeno, né tantomeno a interrogarsi su come prevenirlo e affrontarlo. Per questo domani, chiederemo, tra le altre istanze, il riconoscimento del burnout come malattia professionale“.

A questo proposito, è stato spiegato che i medici presenteranno delle richieste formali incluse in un “Manifesto” composto da 20 punti. Le richieste sono volte a rilanciare il SSN, superando disuguaglianze e disomogeneità che caratterizzano il Paese. Il documento, inoltre, è stato sottoscritto da quindici sigle sindacali di categoria.

Alla Conferenza medica di giovedì 21 aprile, saranno presenti il ministro della Salute, Roberto Speranza; il presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Massimiliano Fedriga; il segretario della Fnomceo, Roberto Monaco, che presenterà l’evento; il giornalista parlamentare Giovanni Miele, che interverrà sui temi trattati; il presidente Fnomceo, Filippo Anelli; il presidente dell’associazione Gimbe, Nino Cartabellotta; e il presidente della Fondazione Enpam, Alberto Oliveti.

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