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Israele: la tregua regge. Casa Bianca, prioritaria la ricostruzione di Gaza

Israele: la tregua regge. Joe Biden ribadisce l'impegno con Gerusalemme, Netanyahu: "11 giorni per cambiare le regole". Vittime palestinesi salite a 243

"Bibi" Netanyahu con i suoi generali

Israele: la tregua con Hamas per ora regge. E secondo la Casa Bianca adesso è prioritaria la ricostruzione di Gaza. Le prime dichiarazioni sulla recentissima tregua nella striscia di Gaza, tregua mediata dall’Egitto e dalle Nazioni Unite, dopo l’escalation di violenza degli ultimi giorni è quella del Presidente Usa Joe Biden, che dicendosi impegnato ad aiutare Gaza ha precisato: “Non c’è alcun cambiamento nel mio impegno alla sicurezza di Israele, punto e basta.

C’è bisogno di una soluzione a due stati, Voglio dire una cosa chiaramente. Fino a quando nell’area non sarà riconosciuto il diritto inequivocabile a esistere di uno stato ebraico indipendente non ci sarà pace”. 

Israele: la tregua regge. Casa Bianca, prioritaria la ricostruzione di Gaza, parola di Joe Biden

Poi Biden ha lanciato un appello alla comunità internazionale per aiutare a “ricostruire Gaza”. Parole che rieceggiano quella della portavoce della Casa Bianca Jen Psaki: “Ora la ricostruzione di Gaza è prioritaria, non per Hamas ma per la popolazione palestinese”.

Dal canto suo il segretario di Stato americano Antony Blinken si è impegnato in un colloquio telefonico con il presidente dell’autorità palestinese Abu Mazen. I temi? Il cessate il fuoco fra Israele e Hamas e le “misure per mantenerlo”. Se nel sud di Israele la normalità pare stia tornando sulla Spianata delle Moschee di Gerusalemme si registrano ancora scontri fra agenti e dimostranti, molti dei quali avevano inneggiato alle Brigate Ezzedin al-Qassam, ala militare di Hamas. 

Israele: la tregua regge. Casa Bianca, prioritaria la ricostruzione di Gaza. Si aggrava il bilancio dei morti

I numeri della violenza dei giorni scorsi purtroppo si aggiornano: i palestinesi morti sono 243. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Hamas. Fra essi 66 bambini e 39 donne. I feriti sono 1910. E le parti inneggiano ciascuna alla vittoria, il che rende la tregua fragilissima. Dal canto suo Benyamin Netanyahu, che ha ringraziato Biden “per l’appoggio”, ha spiegato: “Il nostro obiettivo era riportare calma e sicurezza per i cittadini di Israele e questo abbiamo fatto. Abbiamo inferto ad Hamas un danno massimo. Con 11 giorni di guerra sono state cambiate le regole del gioco e lo sono anche per il futuro. Se Hamas pensa che accetteremo lanci sporadici di razzi, si sbaglia. Ciò che è valso per il passato non varrà per il futuro”. 

Israele: la tregua regge. Casa Bianca, prioritaria la ricostruzione di Gaza. Critiche a Netanyahu e reazioni dal mondo

E il centrista Yair Lapid  in un tweet ha attaccato Netanyahu per la gestione inefficace del conflitto dopo il blitz del 15 maggio: “I cittadini israeliani e soprattutto le comunità al confine con Gaza hanno sofferto per il pesante lancio di razzi e non hanno ottenuto risultato”. Nel mondo non si sono fatte attendere le reazioni al cessate il fuoco. Prima fra tutti quella del Papa: “Il mio pensiero va a quanto sta accadendo in questi giorni in Terra Santa. Ringrazio Dio per la decisione di fermare gli scontri armati e auspico che si percorrano le vie del dialogo e della pace”. 

Israele: la tregua regge. Casa Bianca, prioritaria la ricostruzione di Gaza, il tweet di Di Maio

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha accolto “con favore il cessate il fuoco. Solo una soluzione politica porterà a tutti pace e sicurezza durature”. Le ha fatto eco Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. Questo invece il tweet del ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “Le parti devono ora impegnarsi a consolidarlo. Il ritorno al dialogo e i negoziati di pace sono l’unica via per spezzare il ciclo di violenza. Continueremo a sostenere gli sforzi per portare pace e sicurezza durevoli nella regione”.

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