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Ius soli, Renzo Piano: ‘Il no è crudele, quei bimbi sono italiani”
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Ius soli, Renzo Piano: ‘Il no è crudele, quei bimbi sono italiani”

Renzo Piano

Anche Renzo Piano ha dato il suo parere sul delicato tema dello Ius Soli. Decidendo anche lui di aderire allo sciopero della fame.

Anche Renzo Piano ha dato il suo parere sul delicato tema dello Ius Soli. Decidendo anche lui di aderire allo sciopero della fame. Ma non solo. Il senatore a vita ha invitato tutti i suoi colleghi a parlare di questo argomento con nipoti e figli, in modo da superare i calcoli elettorali. Quello dello Ius Soli è un tema che sta particolarmente a cuore di Renzo Piano, che lo tormenta dai tempi in cui sta progettando una scuola elementare da donare ad un piccolo comune del Lazio in una zona sismica.

Il parere di Renzo Piano

Quello dello Ius Soli è un tema che sta particolarmente a cuore a Renzo Piano, che ha deciso anch’egli di aderire allo sciopero della fame. Ma non solo. L’archistar ha invitato tutti i suoi colleghi a parlare dell’argomento con figli e nipoti, cercando di evitare e superare calcoli elettorali.

Secondo Renzo Piano, l’Italia è il Paese dei bambini. E’ il Paese che gli stranieri identificano perchè i bambini vengono festeggiati e accolti ovunque.

Nei ristoranti, per strade, nelle abitazioni. Gli italiani accolgono e proteggono i bambini.

Dunque il senatore a vita crede davvero che i suoi colleghi non butteranno via questa occasione di civiltà. Ma anzi è convinto che troveranno un modo per approvare la legge sullo Ius Soli. Perchè continuare a negare a dei bambini, che sono italiani come noi, dei diritti significa tradire la nostra italianità. E’ questo il pensiero di Renzo Piano sullo Ius Soli.

Il progetto

Quello dei bambini è un tema che tormenta Renzo Piano già dai tempi in cui sta progettando, insieme a Franco Lorenzoni, una scuola elementare da donare ad un Comune del Lazio presente in una zona sismica. Il luogo esatto verrà comunicato al Premier Gentiloni nei prossimi giorni.

“Sarà una scuola di legno, a due piani, attorno ad un cortile con un grande albero. Al piano terra si aprirà alla città: genitori, pensionati, la musica, l’arte … Al piano di sopra, sotto il tetto, dove c’è più aria e più luce, ci abbiamo messo i ragazzi – le otto classi dell’obbligo – che mentre studieranno vedranno l’albero e di fronte i bimbi delle altre classi. Useremo quattrocento metri cubi di legno che restituiremo alla natura piantando nel bosco più vicino 400 piccoli alberi: 5 euro ad albero”, ha dichiarato il senatore a vita.

Probabilmente sarà una struttura che assomiglierà alla scuola che lo stesso Piano aveva progettato nel 1988 a Pompei. Ma che non fu mai realizzata.

Renzo Piano ha raccontato anche di averli visti alcuni degli ottocentomila piccoli italiani senza Italia. Bambini che studiano una Costituzione, secondo Piano, che non li accoglie. Bambini che parlano la lingua italiana che li chiama “diversi”. Che pensano e giocano in italiano. Ma che non hanno il diritto di dire: “Sono italiano”.

Una ingiustizia vera e propria secondo l’opinione del senatore a vita. Il quale ha ribadito inoltre la sua visione secondo la quale questa legge non ha nulla a che vedere con il problema dei flussi migratori. Ma nemmeno con il tema della sicurezza o con l’orientamento politico. Tutto questo svanisce di fronte ai bambini, che secondo Renzo Piano i suoi colleghi dovrebbero andare a cercare. Esattamente come ha fatto lui.

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