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Johnson & Johnson, perché l’Australia non acquisterà il vaccino

Ecco perché l’Australia non acquisterà Johnson & Johnson: è un vaccino vettoriale virale e di quel tipo esistono già ordinativo e limitazioni di età

Il premier Scott Morrison

Ecco perché l’Australia non acquisterà il vaccino Johnson & Johnson. Lo ha spiegato in maniera inequivocabile il ministro della Salute Greg Hunt. L’Australia non acquisterà dosid alla casa farmaceutica Usa perché Johnson & Johnson è troppo simile al vaccino AstraZeneca. E per quest’ultimo l’Australia ha già un contratto per 53,8 milioni di dosi.

In più, il paese ha deciso il non utilizzo al di sotto dei 50 anni di età. Essendo quindi J&J vaccino vettoriale ed essendo i numeri dell’altro vettoriale, AZ, già monstre, per quello Usa non se ne farà nulla. “J&J è un altro vaccino vettoriale virale e non raccomandiamo, in questo momento, che il governo acquisti qualsiasi ulteriore vaccino vettoriale virale”.

L’Australia non acquisterà J&J: la strategia del premier

In Australia campagna vaccinale e criteri di screening proseguono con ritmi sostenuti. L’obiettivo iniziale di vaccinare tutti i 26 milioni di cittadini contro il Covid-19 entro la fine del 2021 è una chimera, ma i ritmi sono comunque buoni. E il premier Scott Morrison ha spiegato la strategia: “Il governo non ha nemmeno fissato, né ha in programma di fissare nuovi obiettivi per il completamento delle prime dosi. Se vorremmo che i vaccini fossero completati entro la fine dell’anno, non è possibile fissare tali obiettivi date le molte incertezze implicate”.

Queste saranno dunque ore cruciali negli Usa, mentre in Australia la decisione su J&J è ormai presa.

Gli Usa, le trombosi e Johnson & Johnson

Intanto gli stessi Usa chiedono una stop all’utilizzo del vaccino Johnson&Johnson a causa di sei casi isolati di trombosi da chiarire. C’è molta attesa per una conferenza stampa della Fda, la Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei farmaci, che si esprimerà in merito.

Dal 4 dicembre scorso negli Stati Uniti sono state somministrate più di 6,8 milioni di dosi di vaccino.

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