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L'allarme degli anestesisti: "Rischiamo il collasso della sanità non-Covid"

Medici al lavoro

Gli anestesisti lanciano l'allarme: "Il Ministero dovrebbe offrire indicazioni e linee operative per i pazienti non Covid-19"

Non si muore o si viene ricoverati solo a causa del Covid-19, questo in sintesi l’allarme lanciato dalla Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti).

Gli anestesisti, oltre ad essere preoccupati per la quarta ondata di Covid-19 ancora in corso, hanno fatto luce sulla difficoltà di gestione e la mancanza di posti letto per i pazieni non-Covid da ricoverare in terapia intensiva.

L’allarme degli anestesisti: il Ministero dovrebbe dare indicazioni precise

Il messaggio è lanciato alle istituzioni, in particolare modo al Ministero della Salute, che valuta le percentuali di rischio per entrare ed uscire da una fascia di colore e si occupa della gestione delle terapie intensive, dando assoluta priorità ai pazienti Covid-19.

A prendere la parola è Angelo Gratarola, responsabile Siaarti anestesia e medicina perioperatoria, che ha dichiarato: “Viviamo una sorta di daltonismo delle fasce di rischio, si rischia infatti l’arancione territoriale per pazienti ricoverati non a causa del Covid-19, ma per le sole positività incidentali scoperte al Pronto soccorso. Questo rappresenta un problema concreto: il Ministero dovrebbe infatti offrire indicazioni e linee operative per poter sottoporre ad intervento chirurgico pazienti semplicemente positivi al virus”.

L’allarme degli anestesisti: non esiste solo il Covid-19

Oltre a Gratarola, anche il responsabile Siaarti rianimazione e terapia intensiva, Nicola Latronico, ha voluto mettere in primo piano il problema delle terapie intensive. “Le Terapie Intensive Covid-19 stanno viaggiando verso la saturazione, con la necessità molto prossima di aprire altri posti sottratti alle terapie intensive non Covid-19. Queste ultime, ridotte nella loro capacità di letti e personale, sono sotto pressione per far fronte alle patologie tempo-dipendenti (traumi, stroke), a patologie acute non Covid-19 (sepsi, insufficienza respiratoria acuta) e per prendere in carico pazienti post-operatori complessi e gravi”.

Queste le parole di Latronico rivolte alle istituzioni.

Gli anestesisti lanciano l’allarme e le regioni fanno pressione sul governo

Siamo ormai giunti ad una fase della pandemia in cui è sempre più difficile fare un tracciamente efficace, ed i numeri dei positivi (per la maggior parte asintomatici ed in autoisolamento) toccano cifre sempre più alte. Oltre al Siaarti, anche molte regioni stanno facendo pressione sul governo per fare in modo che si intraprenda un’altra strada per fronteggiare questa fase della pandemia, soprattutto a livello ospedaliero.

Bisognerà, come chiedono molti, capire l’impatto effettivo del Covid-19 sulle terapie intensive, così da valutare se è davvero necessario lasciare tutto invariato.