In un’intervista andata in onda domenica 24 maggio nella trasmissione Fuori dal Coro, condotta da Mario Giordano e realizzata da Raffaella Regoli, Nathan Trevallion ha raccontato la quotidianità della cosiddetta famiglia nel bosco. La coppia, ora ospitata in una casa messa a disposizione dal Comune di Palmoli, vive nell’attesa che i tre bambini possano tornare a casa dopo essere stati collocati in una casa-famiglia a Vasto su disposizione del tribunale.
Visite, videochiamate e il peso dei giorni
Nathan descrive la routine che lo vede recarsi ogni mattina alla struttura protetta: «Vado sei giorni a settimana», dice, sottolineando l’impegno costante per mantenere il filo con i figli. Nel racconto emergono anche i limiti agli incontri per Catherine, che al momento può contare su due videochiamate settimanali e che di recente ha avuto un incontro protetto di un’ora, definito dal padre «un momento pieno di felicità e di amore», il primo abbraccio stabile dopo il 1° aprile.
Le emozioni dei bambini
I piccoli, spiega Nathan, mostrano segnali di grande fragilità: «C’è molta rabbia, molta tristezza», dice il padre, che riporta le domande ripetute dei bambini su quando potranno tornare a casa. In questo quadro affettivo il genitore sottolinea come la mancanza della quotidiana vivacità domestica sia il dolore più acuto: al risveglio manca il rumore e l’allegria tipici della convivenza familiare, un vuoto che pesa su entrambi i genitori.
Salute, cure e piccoli passi di riavvicinamento
La salute dei figli è stata un capitolo doloroso del racconto: la bambina più piccola è stata ricoverata per una broncopolmonite e ha trascorso otto giorni in ospedale. Oggi, prosegue il padre, è rientrata nella casa-famiglia dove riceve le cure necessarie e può ricominciare una routine protetta. Questo episodio ha accentuato la tensione emotiva ma ha anche aperto spazi per incontri seguiti e per una graduale ricostruzione della relazione madre-figli.
I segni di un riavvicinamento
Il racconto di Nathan evidenzia momenti di sollievo: l’incontro protetto con Catherine ha permesso ricongiungimenti affettivi brevi ma intensi, con i bambini che finalmente hanno potuto abbracciare la madre dopo settimane di separazione. Il padre parla di un affetto che sostiene la coppia e ribadisce la richiesta di rispetto verso il nucleo familiare, pur riconoscendo la necessità di seguire i diritti e la protezione dei minori.
Progetti per il futuro e la difesa dell’immagine di Catherine
Nel racconto compare anche la visione del dopo: quando i bambini torneranno, la prima promessa è semplice e carica di significato emotivo: portarli in spiaggia e farli tornare a vedere gli animali, per ricominciare a vivere con piccole abitudini quotidiane. Nathan difende a più riprese Catherine, respingendo l’immagine di una donna non collaborativa e sottolineando che «è sempre stata lucida e oggi è pronta a collaborare per il benessere dei nostri figli». L’amore e la volontà di ricostruire vengono presentati come forze motrici per la famiglia.
Richiesta di rispetto e ricostruzione
La coppia chiede rispetto come genitori, rimarcando il diritto dei bambini a essere considerati prima di tutto come figli. Nathan racconta che questa prova ha reso la coppia «più unita, più innamorata e più forte», oltre a ricordare che ogni gesto nei confronti dei figli è pensato per favorire il loro benessere psicofisico e la loro serenità.
Aspetti processuali: perizie e contenziosi
Accanto all’aspetto umano, la vicenda presenta rilevanti sviluppi legali. Il nuovo avvocato della coppia, Simone Pillon, ha depositato istanze relative alla nullità di una perizia redatta dalla consulente del tribunale, contestando contenuti e metodo. I consulenti tecnici di parte, tra cui lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, hanno firmato una contro-relazione che mette in discussione la validità delle conclusioni della dottoressa Simona Ceccoli, segnalando presunte criticità metodologiche e riferimenti a opinioni personali emerse anche su social network.
Implicazioni e prossimi passi
Queste contestazioni procedurali sono destinate a influenzare il percorso davanti al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, dove si valuta la possibilità di ricongiungimento e le condizioni della ristrutturazione del casolare d’origine. Mentre la partita sulle perizie continua, la famiglia mantiene il focus sulla ricostruzione affettiva e sulla speranza concreta di tornare a una vita quotidiana insieme.