La morte di Simone De Fenza, avvenuta sull’autostrada A21 nei pressi di Villanova d’Asti, riporta l’attenzione su una vicenda drammatica nata da un litigio e conclusa in tragedia. Dopo una serata con un amico, il 45enne sarebbe stato lasciato solo in autostrada, dove pochi minuti dopo è stato travolto da un tir.
Un episodio che ha aperto un’indagine per chiarire responsabilità e dinamica dei fatti.
Lasciato solo in autostrada e travolto a morte da un tir
Simone De Fenza, 45 anni, ex tabaccaio di Asti, ha perso la vita dopo essere stato investito da un mezzo pesante sull’autostrada A21 Torino-Piacenza-Brescia. La tragedia si è verificata nella notte tra venerdì 17 e sabato 18 aprile, intorno alle 2:30, dopo una serata trascorsa con un amico in un locale.
Stando alle indiscrezione de La Stampa, tra i due sarebbe scoppiata una violenta discussione che avrebbe portato De Fenza a scendere dall’auto in piena autostrada. Secondo il racconto dell’uomo che era con lui, il 45enne sarebbe stato particolarmente agitato: “Mi ha tirato dei pugni, era fuori di sé”, ha dichiarato. Dopo essere stato lasciato solo sulla carreggiata, De Fenza avrebbe iniziato a camminare tra le corsie, probabilmente nel tentativo di raggiungere il casello di Villanova.
In quel tratto, però, è sopraggiunto un tir guidato da un autotrasportatore di origini croate che non è riuscito a evitare l’impatto.
Lasciato solo in autostrada e travolto a morte da un tir: la svolta nelle indagini
La polizia stradale di Alessandria ha avviato gli accertamenti per chiarire ogni responsabilità. L’amico che si trovava con Simone De Fenza è stato rintracciato e risulterebbe ora indagato per omicidio colposo, mentre il camionista è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e di verificare se il comportamento della vittima fosse legato all’assunzione di sostanze. Per questo motivo il pubblico ministero Alessandro Giai ha disposto l’autopsia e gli esami tossicologici.
Dalle testimonianze raccolte emergerebbe anche il quadro di una vita complessa. Come riportato da Leggo, alcuni conoscenti hanno raccontato che De Fenza avrebbe affrontato problemi di dipendenza e che in passato avrebbe trascorso un periodo in una comunità di recupero. Dopo aver lasciato la gestione della tabaccheria in corso Torino ad Asti, aveva trovato un nuovo lavoro per riprendere in mano la sua vita.