Laura Ravetto bloccata in treno tra Italia e Francia durante un viaggio verso Parigi che si è trasformato in una lunga sequenza di ritardi e disservizi. La vicenda, raccontata passo dopo passo sui social, è partita come un semplice spostamento ma si è rapidamente trasformata in un caso mediatico e politico, con accuse e richieste di chiarimento rivolte al Ministero dei Trasporti.
Tra Milano e Parigi: un viaggio trasformato in odissea ferroviaria per Laura Ravetto
Quella che doveva essere una semplice tratta verso Parigi si è trasformata, nel racconto social, in un percorso interminabile tra ritardi prolungati e coincidenze mancate. La deputata di Laura Ravetto, oggi in Futuro Nazionale ed ex esponente della Lega, ha documentato passo dopo passo la sua esperienza in treno, iniziata nel pomeriggio di mercoledì dalla Stazione Centrale di Milano insieme alla figlia Clarissa Delfina.
L’avvio sembrava promettente: una storia su Instagram dal binario con il messaggio entusiasta “On y va”. Da lì, però, la situazione è rapidamente peggiorata con cambi di treno, attese e rallentamenti imprevisti. A Torino Porta Nuova è stato imposto un cambio convoglio con la promessa dell’alta velocità, seguito da un’attesa e dalla salita su un Frecciarossa che, secondo il suo racconto, avrebbe proceduto a velocità ridotta, fino a circa 63 km/h.
Il viaggio si è poi complicato ulteriormente una volta raggiunta Lione, dove il treno avrebbe invertito la rotta e abbandonato la linea AV, finendo per proseguire tra le campagne francesi.
Alle prime ore del mattino, dopo ore di attesa e spostamenti, la deputata ha scritto: “5:55 ancora nelle campagne francesi, rendiamoci conto”. Nel suo sfogo ha parlato di circa otto ore di ritardo e di passeggeri di fatto bloccati a bordo senza informazioni risolutive, descrivendo la situazione come una lunga attesa senza fine.
Laura Ravetto bloccata in treno per oltre 14 ore, l’attacco a Salvini: “Sto già preparando l’interrogazione”
La vicenda non è rimasta confinata al piano logistico, ma ha rapidamente assunto una forte dimensione politica. Nel corso della notte, Ravetto ha annunciato l’intenzione di presentare un’interrogazione parlamentare, scrivendo: “Sto già scrivendo l’interrogazione parlamentare al ministro”. In un altro passaggio del suo racconto social ha aggiunto: “Otto ore di ritardo, segregati nelle campagne francesi… Una vergogna, una situazione imbarazzante”, puntando il dito contro la gestione complessiva del viaggio.
Il riferimento è diretto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, suo ex leader politico. Proprio questo elemento ha reso lo sfogo ancora più acceso, trasformando un disservizio ferroviario in un caso politico-mediatico. Nel suo racconto, Ravetto ha anche anticipato e respinto possibili giustificazioni legate alla rete ferroviaria francese, affermando: “Adesso diranno ‘Ma siete sulla rete francese, è colpa dei francesi’…”. Un passaggio che sottolinea la sua convinzione di una responsabilità più ampia nella gestione del viaggio e delle comunicazioni ai passeggeri.
A margine della vicenda viene richiamata anche una celebre battuta attribuita a Giulio Andreotti: “In Italia, ci sono due tipi di matti: quelli che si credono Napoleone Bonaparte e quelli che credono di risanare le Ferrovie dello Stato garantendo la puntualità dei treni”. Nel complesso, il caso si è trasformato in una narrazione tra disagio reale e scontro politico, con un viaggio iniziato con entusiasmo e concluso, almeno nel racconto della protagonista, tra rabbia, attese e richiesta di chiarimenti istituzionali.
